L’estate tra fuochi, sirene e scommesse
«Non ci sono più le stagioni di una volta».
C'erano anni in cui, superata la festa di San Rocco, lo scirocco portava una pioggia provvidenziale (anche per i cercatori di porcini.) Oggi, invece, i cicli della natura lasciano il passo ad altre priorità: si discute animatamente di fuochi d’artificio e di cantanti di piazza che non convincono mai tutti. È cambiato il mondo, non c'è dubbio. Basti pensare a una semplice sirena d'ambulanza. Una volta, noi ragazzi piombavamo fuori come saette correndo nella stessa direzione, mossi da una sana e irrefrenabile curiosità paesana per capire chi avesse bisogno d'aiuto. Oggi, al passaggio di un'ambulanza, l'istinto giovanile ha lasciato spazio a un cinismo disincantato: ci si guarda in faccia chiedendosi se a bordo ci sia o meno un medico. Un nuovo, esilarante gioco di scommesse a cui la sanità ci ha abituati. Nel frattempo, l'estate è volata via con la stessa velocità con cui i turisti fanno i bagagli, quei villeggianti che accogliamo a braccia aperte, o quasi...
E a proposito di scenari estivi, c'è chi non si è fatto pregare per dare un tocco di colore ai nostri boschi. Dimenticate il verde smeraldo, i veri colori dominanti della stagione appena archiviata sono stati il rosso fuoco delle fiamme e le sagome gialle dei Canadair in perenne picchiata. Abbiamo comunque tenuto fede alle grandi tradizioni: le feste religiose, le bancarelle selvagge con annesso bivacco ininterrotto diurno e notturno, e quella sottile abitudine di abbandonare un po' troppo il nostro centro storico. Tra poco, andranno via anche i presepi, regalandoci finalmente un po' di meritata tranquillità(!) Tutto bene, ad ogni modo: siamo vivi, vegeti e pronti a lanciarci in un'altra scommessa ad alto tasso di adrenalina. Riusciremo mai, prima o poi, a scoprire i geniali autori che scelgono di lasciare i rifiuti nelle campagne e ai bordi delle nostre strade? Nel dubbio, prepariamo i binocoli.
In attesa delle telecamere di sorveglianza che renderanno il nostro paese ancora più sicuro, un plauso a chi ha organizzato manifestazioni, ha provato a pulirlo, ha tentato di convincere i turisti che a Vico, tutto sommato, si sta bene.
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