Marinetta ci ha lasciato

Il 17 settembre ci ha lasciato Maria Antonia Ferrante, per tutti Marinetta.

Nata a Cagnano, viveva da sempre a Roma, pur venendo ogni anno d'estate a San Menaio nel suo amato mare. Con lei è andata via una penna generosa, capace e colta. Con i suoi articoli e libri ha portato fuori regione e fuori dall'Italia il Gargano e soprattutto il suo paese natio Cagnano Varano.

Grazie alla sua curiosità, al suo eclettismo e al suo studio continuo, psicologa e psicoterapeuta, si dedicò agli studi umanistici laureandosi anche in lettere, con indirizzo archeologico e partecipando a molti scavi in Gargano con l'Università La Sapienza, di Roma.

Il suo curriculum vitae è ricco di saggi e di articoli di carattere psicologico, psicoanalitico, archeologico e antropologico. Nel 1983 il suo primo saggio autobiografico, frutto di un percorso psicoterapeutico di gruppo: "Non ho più paura". Nel 1991 scrive il libro "San Michele tra luce e ombra", dedicato al culto e alla storia del Santo Guerriero. Nel 2002, grazie ai racconti e ai diari di sua madre Ida, figlia del dottore Salvatore Donatacci, medico condotto di Cagnano Varano e dei piloti dell'Idroscalo, scrive "Memorie di guerra dall'Idroscalo”, relativo al periodo 1915-1918". Con questo suo libro, viene per la prima volta ridata una identità a un luogo di importanza unica per la storia della seconda guerra mondiale e per Cagnano Varano. Non è un romanzo, ma un libro storico, frutto di studio, ricerca, ma ricco di racconti della storia familiare di Marinetta Ferrante.

Nel 2006 esce "L'anima e la spada - Desiderio di Montecassino e Roberto il Guiscardo”, che ricostruisce gli eventi più salienti occorsi in Italia tra il 1027 e il 1111.

Nel 2013 scrive il romanzo "La fantasiosa".

Per più di 20 anni, scrive sul giornale Gargano Nuovo articoli di interesse antropologico, archeologico e storico legati alla sua terra.

A lei, Sara Scirocco, Presidente della Pro Loco di Cagnano Varano, dedica, pochi giorni dopo la sua scomparsa, l'evento "Idro-Air Fest”, a San Nicola Imbuti, nell'ex Idroscalo Ivo Monti.

La nipote Ida, parlando di Marinetta, della sua curiosità e della sua caparbietà, ha ricordato che, leggendo un libro di Oliver Sacks, dove trovò similitudini con uno studio da lei condotto, scrisse una lettera all’autore. Oliver Sacks le rispose, di proprio pugno.

Con lei va via una studiosa geniale, ci restano i suoi scritti, i suoi innumerevoli articoli e i suoi libri che terranno viva la memoria storica della sua amata terra e che potranno servire come bibliografia a tutti quelli che ne vorranno fare buon uso.



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