Olio in Puglia, scorte a +450%: Coldiretti lancia l'allarme e chiede tutele per gli olivicoltori
Nei magazzini pugliesi le giacenze di olio extravergine italiano sono schizzate da 7.000 a quasi 39.000 tonnellate (+450% in un anno). Un'impennata che rischia di trasformarsi in un alibi per tagliare i prezzi agli agricoltori o minacciare il mancato ritiro delle olive.
Per l'Assemblea regionale di Coldiretti e PugliaOlive, le priorità sono chiare:
Massima trasparenza e controlli hi-tech (con risonanza magnetica e mappatura genomica) per bloccare le speculazioni e l'olio estero spacciato per italiano.
Liquidità e credito facile, puntando sulla nuova cambiale agraria e su un tavolo con banche e Regione.
Equità nella filiera, per garantire che il valore torni agli olivicoltori e non venga assorbito a valle.
Uno sguardo al futuro arriva dal piano ColtivaItalia, che stanzia 300 milioni di euro per il triennio 2027-2029 a supporto del rilancio del settore olivicolo pugliese (che conta oltre 370mila ettari e quasi 150mila aziende).







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