Quale progetto di sviluppo del Gargano? (2)

Riceviamo e pubblichiamo la seconda lettera giunta in redazione a firma del prof. Philippe Royer. Restiamo a disposizione per eventuali confronti e discussioni.


Sappiamo tutti, dalla scuola dell’infanzia, che per collegare due punti fissi è meglio tracciare una linea retta. Risparmio di distanza e di tempo. Per esempio: sono un fumatore o un’amante del vino e un giorno mi ritrovo a casa senza sigarette o vino. Il mio riflesso è di prendere la macchina e precipitarmi in tabaccheria o alla cantina più vicina per soddisfare il mio piacere pressante. Durante il tragitto mi viene in mente questo pensiero: è bene continuare a fumare o a bere vino sapendo che sto distruggendo i miei polmoni o a rovinare il mio fegato? Nella vita abbiamo sempre una scelta, i politici anche…

Oggi, 1 ottobre 2025, vorrei percorrere per la prima volta la nuova superstrada del Parco Nazionale del Gargano con la mia macchina. Parto da Vico per raggiungere Vieste, passando vicino Peschici. Come sarà comodo e veloce, distruggendo, senza stato d’animo, l’equilibrio naturale del Parco e creando un impatto ambientale irreversibile. Durante il viaggio, durante il quale non ho incrociato nessuno, mi fermo ad un distributore di benzina con bar vista mare aperto di recente. Faccio qualche passo e mi ritrovo all’inizio del Viadotto n° 4, alto 100 metri. Mi appoggio alla ringhiera di protezione per ammirare lo stupendo panorama (365° di sguardo sulla natura) e mi dico: «Dobbiamo assolutamente proteggere questo paradiso! È urgente! Che possiamo fare? Madonna! Hanno già buttato le bottiglie di plastica giù!». Sono perplesso, a disagio. Penso subito alla tragedia del 14 agosto 2018: il crollo del Viadotto Morandi a Genova e alle 43 vittime e sento la voce di un vigile del fuoco dire: «Non c’è nulla da celebrare». Il viaggio continua… Dopo 3" mi viene questo dubbio: «Perché hanno costruito questa strada? Perché hanno inferto questa ferita incancellabile all’interno del Parco? Non era una priorità! La missione di un Parco Nazionale non proteggere la natura, i paesaggi, la diversità biologica, che ha giustificato la sua istituzione? Perché questo santuario è stato creato nel 1991? Cos’è, dunque, un Parco Nazionale? Allora perché questo cemento armato, queste gallerie, questi viadotti, questi soldi sprecati se l’obiettivo di un parco è, giustamente, di impedire l’irresponsabile intervento umano e di salvaguardare il patrimonio?». Alla fine questi politici fanno l’opposto di quello che il dovere di responsabilità gli impone. Tra loro parlano forse dell’impatto ambientale? Non è un impatto! È un disastro ecologico! È un ecocidio. Non stiamo guardando una documentario alla TV sull’attività umana illecita nella Foresta Amazzonica comodamente seduti in poltrona! Sto parlando del Parco Nazionale del Gargano. Mai vendere la propria anima, ma negare le proprie radici. Durante questi mesi ho sentito parlare di Ripagnola, delle tartarughe intrappolate in reti di plastica, dei granchi “alieni” blu, delle microplastiche nel mare (un incubo); però nessuno della superstrada.

La sveglia musicale del mio cellulare suona. Sono già le 06.00 del mattino. Lo schermo mi indica 05/09/2020! Mi alzo stanco, esausto! Tutta la notte a guidare su questa maledetta superstrada. Che notte da incubo! Che brutti sogni! Che cattivi pensieri! Mentre bevo il mio caffè mi viene in mente l’inizio di una bellissima canzone di Al Bano:

Mi alzo e fuori è ancora luna piena

esco per toccare la mia terra

è un’altra notte da scordare

niente che ti fa capire

questa vita poi che senso ha…

Dopo 3" di riflessione e completamente sveglio, il mio buon senso mi dice: «Sono pazzi! Il Parco non può diventare un formaggio svizzero con i buchi: il groviera. Impossibile! Siamo in Italia e il Gargano è un bellissimo caciocavallo podolico stagionato».

Il Gargano, per tre mesi, è stato protetto dal Covid-19 (organizzazione territoriale dei comuni, “isolamente”). Vorrei ringraziare la squadra straordinaria del Presidente Emiliano e il virologo Lopalco, la giunta comunale di Vico e la disciplina esemplare e matura delle popolazioni garganiche. Il Gargano è stato risparmiato dal virus, però a Vico si diffonde un altro virus… si ride e poi si piange molto velocemente! Sapete che in 50 anni i 2/3 degli animali selvatici sono scomparsi a causa dell’attività umana irresponsabile (WWF 2020)? Forse gli amici del cemento armato vogliono soltanto questa biodiversità sulla nostra terra: squali e pesci di plastica in mare, orde di cinghiali in foresta e in città, cani, gatti e canarini depressi in cattività in casa.

Sono le 07.30! Il giornalista di TgNorba 24 annuncia una notizia che cattura la mia attenzione. L’11 settembre il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, la signora Paola de Micheli, arriva sul Gargano per spiegare il suo piano di rilancio: 100.000.000€ per la riprogettazione di tutte le strade garganiche. Progetto equilibrato, democratico, federativo che tiene conto e valorizza tutti i paesi del promontorio. 30 anni fa la decisione di rinunciare a questo completamento è stata presa (costi? Benefici? Disastro ambientale? Gigantismo delle opere? Soltanto buon senso?) nonostante l’uso frenetico del cemento armato. Oggi sono ancora piacevolmente sorpreso della giustizia di questa decisione visionaria.

Siamo nel 2020, il contesto è cambiato radicalmente e la consapevolezza dell’emergenza climatica è più che mai d’attualità (Protocollo di Kyoto 1997, Cop 21 Parigi 2015, Cop 24 Katowice 2018). Adesso stiamo parlando di transizione energetica, di crescita verde, di tele lavoro, di economia circolare, di chilometro zero, di decarbonizzazione, di riscaldamento globale e delle sue conseguenze disastrose per i popoli, la natura…

Dovete sapere che l’inquinamento (CO2 – gas effetto serra) in termini di trasporto è dovuto:

– Rete stradale 74%

– Navigazione 11%

– Traffico aereo 12%

– Rete ferroviaria 0,6% (da qui l’importanza strategica per il trasporto merci – alta velocità)

– Altri 2%

(Europa 2016)

Oggi paghiamo lo sviluppo economico frenetico del passato. Adesso abbiamo davanti a noi un sacco di problemi quasi ingestibili e questi politici continuano a fare i sordi o, peggio, non hanno capito bene; non vogliono capire. Commettono sempre gli stessi errori nonostante le informazioni e l’urgenza della situazione: cemento armato, gallerie, viadotti, distruzione della natura, dei paesaggi, sviluppo cieco. Nessuna innovazione! Soldi, soldi, soldi, competizione, velocità, rendimento… ma affianco ci sono anche altri valori che abilitano una società a crescere: il lavoro per tutti (è fondamentale), la solidarietà, la convivialità, la qualità della vita, il rispetto dell’ambiente, il rispetto della parola, l’onestà, il parlare vero… Questo progetto di superstrada è anacronistico, obsoleto, irresponsabile e pericoloso per le popolazioni e il pianeta. 30 anni con la superstrada e il patrimonio del Parco sarà completamente “sfigurato”, degradato, distrutto.

Il mio maestro, George Steiner (1929 – 2020), scrittore, accademico, filosofo, critico letterario, professore a Princeton, Stanford, Oxford… diceva: «Torniamo indietro verso il futuro! Ho constatato spesso nella mia vita che le migliori intenzioni si sono rivolte al peggio. Forse abbiamo un difetto ereditario in noi. Macelliamo flora e fauna, trasformiamo il nostro pianeta in un campo di immondizia. Questo è quello che abbiamo fatto con ciò che la vita ci ha dato. Potremmo non essere i benvenuti, che ci sia tra la grandezza umana e l’ecosistema una sorta di dialettica negativa. Si questo è il caso, possiamo supporre che la specie umana scomparirà». Autodistruzione! In sintesi: sappiamo che stiamo sbagliando, comunque continuiamo…

Cari difensori di questo progetto, state andando verso il baratro. La vostra priorità oggi non è questo completamento:

è la lotta all’inesorabile riscaldamento globale;

è la lotta all’inquinamento (aria, suolo, mare) quasi irreversibile;

è il salvataggio del Gargano la risoluzione dei suoi veri problemi, l’urbanizzazione;

è il problema relativo al tasso di fertilità italiana;

è l’organizzazione intelligente di una massiccia immigrazione.

La nostra casa sta bruciando e guardate altrove.

Grazie per la vostra attenzione

Philippe Royer



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