Sanità sul Gargano: dal 30 settembre a rischio il 118. L'affondo dei sindaci contro la Regione Puglia
Il territorio del Gargano settentrionale si trova a fronteggiare una vera e propria emergenza-urgenza sanitaria. A lanciare l'allarme è il Coordinamento dei Sindaci del Distretto Socio-Sanitario n. 53 – guidato dal Comune di Vico del Gargano – che in una nota durissima punta il dito contro i ritardi e l'immobilismo della Regione Puglia. Dal prossimo 30 settembre, infatti, la rete del soccorso rischia una contrazione drammatica a causa della scadenza dei contratti del personale infermieristico e degli autisti soccorritori.
Al centro delle polemiche c'è la mancata approvazione del Piano Emergenza-Urgenza, ampiamente discusso nei tavoli tecnici regionali a partire dallo scorso marzo ma mai formalmente ratificato dall'Assessore alla Salute Donato Pentassuglia. Una situazione paradossale, aggravata dal blocco delle procedure concorsuali che impedisce di coprire i vuoti organici. Dal primo ottobre, il territorio si ritroverà privato di risorse umane fondamentali, con lo stop immediato di due fondamentali ambulanze in allestimento India: una a Vico del Gargano e una a Vieste. Mezzi vitali in un'area vasta e disagiata, basti pensare che solo il Punto di Primo Intervento di Vico del Gargano ha registrato ben 4.415 accessi da gennaio a settembre 2026, mentre quello di Vieste ha toccato quota 5.200.
Dura la presa di posizione del sindaco di Vico del Gargano, Raffaele Sciscio: «Siamo di fronte a una decisione inaccettabile e miope da parte della Regione Puglia, che continua a ignorare le reali esigenze dei nostri territori periferici», dichiara il primo cittadino. «Non possiamo tollerare che mesi di tavoli tecnici e rassicurazioni verbali si traducano nel nulla, lasciando le nostre comunità sguarnite e prive di presidi salvavita essenziali».
Sciscio rimarca l'insostenibilità del taglio dei mezzi di soccorso in un'area complessa: «Fermare la seconda ambulanza a Vico del Gargano e a Vieste significa esporre i cittadini a rischi fatali. Significa lasciare intere comunità senza alcuna copertura quando il primo mezzo è già impegnato in un intervento o dirottato nei comuni vicini. La salute non è un costo da comprimere, e il diritto alla vita non può essere calpestato da ritardi burocratici e rinvii ingiustificati».
I sindaci del distretto chiedono un intervento straordinario e immediato al Direttore Generale dell'ASL Foggia e alla Regione, pretendendo una proroga d'urgenza per i contratti in scadenza o l'impiego del personale a tempo indeterminato già in forza alle strutture, così da scongiurare il collasso definitivo della rete d'emergenza territoriale.






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