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Sanremo, il grido dei balneari: «Le nostre spiagge non sono una merce»

Mentre le luci dell'Ariston celebravano la canzone italiana, a pochi passi dai riflettori si consumava una protesta carica di tensione e dignità.

Il Movimento Nazionale dei Balneari ha scelto la vetrina del Festival per lanciare un messaggio inequivocabile: "Le spiagge italiane non si mettono all’asta".

La mobilitazione, culminata nel gesto simbolico di Luigi Castellucci e Ivan Catena che si sono legati a un palo per attirare l'attenzione dell'opinione pubblica, ha ricevuto la solidarietà del Generale Vannacci, leader di Futuro Nazionale, che ha visitato il presidio per sostenere le ragioni di una categoria allo stremo.

Un errore giuridico e un'ingiustizia sociale

Le dichiarazioni rilasciate dai manifestanti colpiscono al cuore la Direttiva Bolkestein.

"Le concessioni balneari riguardano beni pubblici, non servizi", tuonano i portavoce del movimento. Secondo i balneari, applicare la normativa europea al comparto è un errore giuridico: la Direttiva nasce per regolare il mercato dei servizi, non per espropriare famiglie che da generazioni gestiscono un bene demaniale.

I manifestanti hanno contestato duramente il dogma della "scarsità della risorsa": "le coste italiane sono ampie e presentano numerosi tratti ancora liberi. Usare principi astratti per giustificare le aste significa, secondo il Movimento, spalancare le porte a multinazionali e fondi stranieri, distruggendo il modello delle imprese familiari che ha reso l'Italia un'eccellenza mondiale".

Certezza del diritto e dignità del lavoro

Il punto focale della protesta riguarda un «presunto tradimento dello Stato». Dietro ogni stabilimento ci sono mutui accesi sulla base di leggi che prevedevano il rinnovo automatico. "Lo Stato non può garantire e prorogare, per poi cambiare le regole dopo che le famiglie hanno investito tutto", spiegano i manifestanti. Non si tratta di difendere privilegi, ma di tutelare il principio della certezza del diritto e il lavoro di chi ha costruito, curato e difeso le spiagge per decenni.

La manifestazione si è svolta in modo civile e ordinato, con le forze dell'ordine che hanno permesso il pacifico svolgimento dell'azione informativa. Moltissimi cittadini si sono fermati per approfondire la questione, comprendendo che dietro i tecnicismi di Bruxelles si nasconde il destino di migliaia di lavoratori. La richiesta finale è chiara e definitiva: l’uscita totale del comparto dalla Direttiva Bolkestein. "Adesso basta", è il monito che da Sanremo risuona fino ai palazzi della politica, «siamo pronti a far sentire la nostra voce a Roma, è solo questione di giorni.»





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