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Un piano per cercare di contrastare il fenomeno dello spopolamento del territorio di Carpino

La Statistica Demografica ed Elettorale 2022 del Comune di Carpino


Sono stati resi noti, dal Comune di Carpino, i dati statistici al 31 Dicembre 2022 che vengono qui riportati. Tra ( ) il confronto con l’anno 2021.

Risulta che nel 2022 sono nati 22 bambini (15), è la prima volta dopo anni che c’è un incremento delle nascite, sia pure non eccezionale, ma è un ottimo incoraggiante segnale; i deceduti sono stati 64 (61); i matrimoni 36 (18) di cui 4 con il solo rito civile (5); divorzi 1 (0); separazioni 2 (3); unioni civili nessuna, come nel 2021; gli emigrati sono stati 112 (62) di cui 16 (15) stranieri; mentre gli immigrati sono stati 70 (96) di cui 26 (33) stranieri; la popolazione residente si è fermata a 3858 anime (3925) di cui 307 (307) stranieri regolarmente residenti, tra comunitari e non; il numero degli elettori iscritti nelle liste generali del Comune è di 4372 (4379). Quest’ultimo dato, così come avviene spesso in quasi tutti i Comuni italiani, risulta maggiore di quello della popolazione residente in quanto, come è noto, nelle liste elettorali sono compresi anche i cittadini, ovviamente maggiorenni, iscritti nell’AIRE-Anagrafe Italiani Residenti Estero. Anche per il 2021 non risultano vi siano stati profughi, rifugiati o terremotati. Tra i cittadini stranieri regolarmente residenti, comunitari e non, si registra, e si conferma ormai da anni, la maggiore presenza e concentrazione tra quelli soprattutto della Romania, Albania, Marocco, alcuni di colore e pochi di altre nazioni; questo a conferma che Carpino è, per la maggior parte, una cittadina accogliente, multietnica, per l’integrazione e non razzista. Nel numero dei deceduti del 2022, non è dato sapere se tra essi vi siano state persone la cui causa sia stato anche il Covid-19. In effetti è da quasi quattro anni ormai che Carpino, e il mondo intero, si trova di fronte alla grave crisi pandemica, con tutte le conseguenze generali che ne sono derivate finora, nonostante tamponi e vaccini.

Anche se non vi sono dati ufficiali, si deve presumere, e non può essere diversamente, che anche la popolazione scolastica sia inevitabilmente regredita per l’anno scolastico in corso 2022-2023, ma che riesce ancora a tenersi a galla proprio grazie alla frequenza di studenti figli degli stranieri residenti, nonché di quelli provenienti dai paesi limitrofi per quanto concerne il locale Liceo Scientifico Statale.

Va precisato, però, che questi dati del Comune di Carpino, per la maggior parte, sono in linea con quelli nazionali che vengono diffusi dall’ISTAT (l’Istituto Nazionale di Statistica) periodicamente, e che, quindi, la stessa situazione demografica di Carpino può essere intesa e valere per molti altri Comuni italiani. In effetti il calo demografico in Italia è generalizzato. Proprio nello scorso mese di novembre il quotidiano “La Gazzetta del Mezzogiorno” riprendeva, in un articolo, una notizia dell’ANSA titolando “Culle più vuote in Italia - 5 milioni in meno nel 2050”.

Dal libro “Il promontorio garganico tra tardo romano e paleocristiano”, VI esposizione archeologica del Gruppo Archeologico Garganico “Silvio Ferri” di Vico del Gargano del 1982 – diretto dal compianto Filippo Fiorentino – (Tipografia Di Pumpo Rodi Garganico), nelle pagg. 43-44 si evince che verso la metà del 1600 il Gargano era ancora molto popoloso e che il suo declino demografico è avvenuto specialmente nell’ultimo secolo. Complice, guarda caso, le due guerre mondiali, soprattutto, che diedero il colpo di grazia alle popolazioni dei paesi ma anche di città italiane. Iniziarono così le cosiddette emigrazioni di massa nelle terre oltre oceano e in Europa principalmente in Germania e nelle due città industriali del nord di Milano e Torino; la maggior parte di questi nostri emigrati non hanno mai fatto più ritorno nella loro terra natia, purtroppo. Un fenomeno quindi, quello delle emigrazioni e dello spopolamento dei nostri paesi, che viene da molto lontano e che va al di là di quelle che sono state le sterili e strumentali polemiche, evidentemente di natura propagandistica, messe in atto alle ultime elezioni comunali di Carpino (poi perse da quella lista) del 2022.

Ma la stessa Amministrazione Comunale (in carica dal 2017) non è voluta rimanere indifferente a questo fenomeno di spopolamento, considerando che Carpino, senza gli stranieri immigrati e residenti, si attesta, al 31 dicembre 2022, a soli 3550 abitanti, ben lontano dai quasi 8000 risultanti al 1° censimento generale della popolazione e delle abitazioni del 1861, all’indomani dell’Unità d’Italia, uno dei primissimi paesi allora tra i più grandi del Gargano, solo come esempio; quindi in poco più di un secolo e mezzo la popolazione di Carpino ha ridotto a più della metà i suoi abitanti. Tra l’altro, in questo ultimo quarto di secolo in questo paese, per motivi diversi, hanno chiuso i battenti alcune importanti attività (uniche per ognuna nel suo genere che esistevano): la parafarmacia, il calzolaio, l’ottico, la lavanderia, la cartolibreria, l’edicola ma che poi è stata per fortuna riaperta da altro gestore, i negozi di elettrodomestici e per i computer, nonché una delle macellerie esistenti; in compenso ha aperto una pescheria che a Carpino non c’è mai stata. I negozi dell’ottico e della cartolibreria hanno preferito trasferire la loro attività nella vicina Cagnano Varano. I titolari delle attività produttive locali, loro malgrado, non assumono più i cosiddetti “ragazzi di bottega”, non se ne vedono più da decenni (ma si possono osservare ancora solo in certi film italiani del passato in bianco e nero), almeno in questo paese garganico, che andassero ad imparare un mestiere, come si diceva una volta: diversi giovani di Carpino, nell’immediato secondo dopoguerra, avevano appreso il mestiere a cui erano più portati per il loro futuro, proprio nelle numerose botteghe artigianali presenti (dai mastri, come si diceva, che non erano semplici artigiani ma si può affermare che erano dei veri e propri artisti, da cui deriva il sostantivo “artigiano”) e partirono poi nelle città del nord, dove riuscirono ad aprire la loro autonoma attività e a fare fortuna. Tutto questo oggi non esiste più, forse, specialmente in questi ultimi tempi, molti giovani sono “attratti” di più dal “reddito di cittadinanza”? O più semplicemente perché gli stessi datori di lavoro non sono incentivati a poter assumere del personale o, spesso, vengono assunti giovani stranieri. E l’attuale Sindaco del Comune Rocco Di Brina, con i propri collaboratori, come si accennava, hanno inteso mettere in atto un piano strategico per cercare di contrastare il fenomeno dello spopolamento del territorio di Carpino, con due iniziative soprattutto, tra le altre:

- l’erogazione della somma di 5.000 €uro a fondo perduto per tutti coloro che trasferiranno la propria residenza nel Comune di Carpino e apriranno (o riapriranno) una attività;

- l’acquisizione al patrimonio comunale di case chiuse e abbandonate da parte dei proprietari, che potranno da questi essere cedute gratuitamente al Comune. Detti immobili saranno successivamente oggetto, da parte dello stesso Ente, di lavori di recupero, ristrutturazione ed ammodernamento e potranno essere adibiti per alloggiare i lavoratori di colore, ma non solo, che durante l’annuale campagna olearia giungono numerosi a Carpino e dove, spessissimo, non trovano un dignitoso rifugio, vivendo peggio di come erano in Africa! Ma non solo, le stesse case potranno essere utilizzate in estate come albergo diffuso per i turisti che visitano questa cittadina, specialmente in occasione del Festival Folk, onde evitare anche gli accampamenti selvaggi e senza controlli verificatisi in passato nel territorio.

Si ringrazia il Funzionario-Responsabile dell’Ufficio Comunale dei Servizi Demografici, Elettorali e Statistici Marcello Russi e il Sindaco di Carpino Dr. Rocco Di Brina, per la gentile concessione dei dati che sono stati forniti.



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