Amare e proteggere gli animali


La Festa di Sant'Antonio Abate, protettore degli animali a Rodi Garganico nella Parrocchia Chiesa Madre San Nicola di Mira il 17 gennaio 2017.

Cani, gatti, cavalli e conigli ma anche pesci rossi, tartarughe, canarini e galline riempiranno il cortile della Chiesa Madre di San Nicola di Mira a Rodi Garganico in occasione dei festeggiamenti in onore di Sant’Antonio Abate che si terranno Martedi 17 gennaio.La tradizionale festa, organizzata ormai da 17 anni dal Parroco don Michele Pio Cardone nasce dopo che lo stesso parroco decise di adottare un cane Pastore Tedesco che era stato abbandonato per le vie della città .Al cane dai bambini della Parrocchia è stato dato il nome REX.Purtroppo il cane che tanti ricordano con affetto è morto di vecchiaia il 28 marzo del 2013. Il parroco don Michele Pio, nel suo discorso di presentazione della festa, ha ricordato che “nella vita di Gesù gli animali sono quasi una costante, dei veri e propri compagni di viaggio che lo aiutano a trasmettere il suo messaggio di salvezza per tutti gli uomini.

Ogni animale menzionato nel Vangelo – sono quasi quaranta richiamati più volte da tutti gli evangelisti – è sempre tenuto in grande considerazione e salvaguardato. Basti pensare all’agnello al quale Lui si sostituisce, divenendo l’unico ed eterno Agnello che si immola per tutti. E questo vale anche per colombe, tortore, capretto e persino per il vitello grasso. Ma anche per altri animali meno noti, come i corvi. Anche a questo volatile, che comunemente non gode di molte simpatia da parte degli uomini, il Padre celeste provvede. Innanzitutto, gli animali sono presenti principalmente nelle parabole, ma non unicamente in esse. Solitamente la scelta è legata agli animali più diffusi e conosciuti al tempo in cui viveva Gesù e dal messaggio che vuole veicolare. Possiamo trovare un esempio nella parabola del ricco e del povero Lazzaro. In questa narrazione, che sembrerebbe già completa con la contrapposizione tra i due protagonisti, Gesù volutamente inserisce un cane che si accorge della situazione di difficolta del povero e, materialmente, gli accarezza le ferite e le piaghe.Un cane, senza che gli si chieda nulla, aiuta chi vede nel bisogno, mentre un uomo non si accorge, o peggio, fa finta di niente. Oggi il tema degli animali è di grande attualità anche per le parole di Papa Francesco nell’enciclica Laudato si’… In più parti dello scritto pontificio sono menzionati gli animali. Due, tra i tanti, mostrano chiaramente il punto di vista del Papa. ‘Così come succede quando ci innamoriamo di una persona, ogni volta che Francesco guardava il sole, la luna, gli animali più piccoli, la sua reazione era cantare, coinvolgendo nella sua lode tutte le altre creature’, scrive il Pontefice. ‘Il cuore è uno solo e la stessa miseria che porta a maltrattare un animale non tarda a manifestarsi nella relazione con le altre persone. Ogni maltrattamento verso qualsiasi creatura è contrario alla dignità umana’, aggiunge”.

Ormai a Rodi Garganico celebrare il santo protettore degli animali è una delle ricorrenze più sentite e attese dai cittadini ma anche da quelli dei paesi limitrofi che giungono nella città con i loro animali domestici, per la tradizionale benedizione impartita dal Parroco.Questa è una festa capace di unire grandi e piccoli che, in questa giornata, si ritrovano per mettere i loro animali domestici sotto la protezione del santo dalla lunga barba bianca. Una manifestazione dalla grande attrattiva e veramente coinvolgente che in questi anni ha fatto registrare un numero sempre maggiore di presenze nella città .Alle ore 18.00 sarà celebrata la Santa Messa alla quale seguirà poi una lotteria dove i possessori degli animali potranno vincere gustosi premi per i loro piccoli e amati animali.Anche quest’anno si è pensato di fare in questo tempo di crisi una lotteria per aiutare i proprietari degli animali perché oggi avere in casa un animale comporta un bell’impegno anche da un punto di vista economico. Sant'Antonio è invocato in Occidente come patrono dei macellai, dei contadini e degli allevatori e come protettore degli animali domestici; fu reputato essere potente taumaturgo capace di guarire malattie terribili. Solitamente è raffigurato con accanto un maiale che reca al collo una campanella. Il 17 gennaio tradizionalmente la Chiesa benedice gli animali e le stalle ponendoli sotto la protezione del santo. La tradizione deriva dal fatto che l'ordine degli Antoniani aveva ottenuto il permesso di allevare maiali all'interno dei centri abitati, poiché il grasso di questi animali veniva usato per ungere gli ammalati colpiti dal fuoco di Sant'Antonio (sfogo pruriginoso della pelle simile alla varicella). I maiali erano nutriti a spese della comunità e circolavano liberamente nel paese con al collo una campanella. Il 17 gennaio quindi si celebra la festa liturgica di Sant'Antonio Abate, da distinguersi da Sant'Antonio da Padova. Nell'iconografia, infatti, viene sempre rappresentato per distinguerlo con un maialino. Secondo la leggenda, è stato proprio Sant’Antonio Abate a fornire l’umanità del fuoco. Un giorno, mentre era nel deserto, gli venne chiesto di aiutare gli uomini, fornendo delle fiamme. Il Santo decise di recarsi, col suo maialino, all’inferno; i diavoli lo cacciarono ma il suo maialino riuscì ugualmente ad entrarvi. I diavoli, non riuscendo a mandarlo via, chiesero l’intervento di Sant’Antonio Abate che si riprese il maialino ma accese col fuoco dell’inferno il suo bastone. Una volta tornato sulla terra diede il fuoco agli uomini che, per riconoscenza, gli dedicarono grandi falò.


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