E festa sia...


PER FAVORE: FESTA FOGGIA? E FESTA SIA !!!!!!

Dispiace, ma è doveroso, scrivere queste righe da cittadino, tifoso, uomo già impegnato in politica, attaccato e orgoglioso della propria terra.

Ho letto qualche commento, intriso di criticabile moralismo, anche di persone che ho sempre apprezzato e sempre apprezzerò, sulla FESTA DEL FOGGIA.

Termini usati come : vergogna, orgogliosa di non avere origini foggiane, incivili, schifo, dimenticarsi dei veri problemi ecc. ecc., non mi hanno offeso ma, nemmeno mi hanno lasciato indifferente.

DICO SOLO: NON CI STO!!!

Chi ha aspettato 19 anni per fare questi commenti, ha sbagliato il modo, il metodo e il momento.

C’è chi invece ha aspettato 19 lunghi anni per ritrovarsi insieme anziani, bambini, donne, uomini, ragazzi per festeggiare, sì festeggiare, e non passi per una colpa!!!

Né possono passare solo commenti negativi come addirittura “essere orgogliosi di essere rimasti a casa” e “non essersi sporcati in cotanta vergogna “ o commiserare chi invece ha partecipato, quasi a doversi scusare o vergognarsi per averlo fatto.

Lungi dall’attribuire altri significati o enfatizzare l’evento ma, solo considerarlo per quello che è: la festa per un risultato sportivo, non il primo e soprattutto speriamo nemmeno l’ultimo!!!

Chi ha partecipato alla festa, non un’elite, una casta, senza discriminazione alcuna, lo ha fatto solo riconoscendosi, finalmente, sotto una stessa bandiera: del Foggia, del mio Foggia.

La stessa bandiera che oggi mi vede insieme ai miei figli a Fondi e a Foggia e ieri, in 600 Fiat, con mio padre, o incollato alla televisione o alla radio per conoscere il risultato o girare tutto lo Stivale in autostop per incontrare i miei amici universitari, in occasione delle partite del Foggia in trasferta.

Doveroso grazie ai Rosa Rosa, Fesce, Nocera, Rinaldi, Pugliese, Maestrelli, Pirazzini, Zeman, Mancini,Signori, Casillo, Pelusi, Sannella, Curci, Di Bari, Colucci, Stroppa,Agnelli, Mazzeo e tanti tanti altri(ne dimentico, e mi scuso, tantissimi), che hanno scritto e stanno scrivendo la storia del Foggia.

Sono orgoglioso non solo di aver partecipato ieri ai festeggiamenti, ma soprattutto di aver riempito i miei occhi di lacrime di delusione e di gioia in decenni, grazie al Foggia, senza dovermi vergognare per questo, anzi orgoglioso di averlo fatto soprattutto per i colori della squadra della mia amata terra!

Non chiedo a nessuno di comprendermi e giustificarmi per forza, ma, come il credente per l’ateo, rispetto per una fede, sì fede, che mi permette di vivere ancora momenti intensi, condivisi, unici, liberatori e irripetibili.

Chi pensava che come d’incanto, ieri si potessero risolvere tutti i problemi di Foggia e della Provincia, grazie alla promozione del Foggia, è rimasto deluso.

Noi, semplici tifosi, invece abbiamo realizzato un nostro desiderio, senza pretendere che possa essere condiviso da tutti: ritrovarsi, dopo tante delusioni, a gioire per il Foggia.

In piazza Cavour ci siamo trovati in decine di migliaia, con alcuni che altrimenti avrebbero fatte le stesse cose alla stessa ora in altri posti: bere, spinellarsi, spintonarsi, come si fa regolarmente anche nelle nostre scuole, nei concerti, nei nostri locali pubblici ecc., ma la maggioranza era fatta di tanti bambini gioiosi, mogli e fidanzate accomunate dalla “malattia” non più dei soli mariti e fidanzati, ragazzi sobri, festanti ed allegri, anziani con le lacrime agli occhi (vero Nonno Ciccio?).

Come d’incanto si sperava però in una festa sobria, senza bere, gioire con moderazioni, senza spari o fumogeni, senza bagni nella fontana dimenticando che, se ci riflettiamo, sono le stesse cose che si fanno normalmente anche ai semplici matrimoni.

Certo gli eccessi vanno sempre condannati e additati,non solo il 23 aprile 2017, ma parlare solo di questi ed enfatizzare episodi fatti da una sparuta minoranza lo trovo non corretto e non rispettoso di tanti che invece vogliono ancora credere che lo sport possa unire, possa permettere a tanti di evitare devianze e dipendenze e soprattutto far ritrovare a tutti, tifosi e non, il piacere di partecipare e di stare insieme.

In una nazione dove solo grazie allo Sport e in particolare al calcio, le nuove generazioni conoscono l’inno di Mameli e la Bandiera Italiana, non perché l’imparano a scuola, come in passato, ma perché lo si canta prima delle partite dell’Italia e la mettiamo ai nostri balconi, come quella del Foggia, sono ben altri gli interrogativi che ci dobbiamo porre quando parliamo di civiltà o inciviltà.

Interroghiamoci, sì, della nostra attuale società non solo dei festeggiamenti del Foggia, senza colpevolizzare le nuove generazioni , anzi, ma, riconoscendo soprattutto le nostre colpe, di cosiddetti adulti e maturi, che forse colpevolmente non abbiamo più eredità da lasciare, non solo in termini materiali,ma soprattutto morali, avendo calpestato valori, ideali, ideologie, regole, ma che puntualmente ancora le pretendiamo dagli altri.

Ha ancora senso parlare di famiglia, società, scuola, istituzioni o è più facile pensare che la colpa sia sempre degli altri?

C’è differenza tra fare una notte di fila per una partita del Foggia, o farla per un posto al teatro Giordano?Io credo di no, in entrambe ci sono passione, motiva

e differenze, discriminazioni, parzialità, prevaricazioni ma tutti a cantare le stesse canzoni, gli stessi inni, gli stessi sfottò, ad abbracciarsi con chi ha il solo merito di sedersi al tuo fianco, senza sapere chi è, cosa vota, di che nazione è, se etero o omosessuale, quale la sua religione, il suo grado di istruzione o il suo conto in banca.

Per favore, abbiamo sperato e sognato per 19 lunghi anni di vivere questi momenti, non riuscirete a convincerci che si è trattato di un brutto incubo, ma con la consapevolezza che dobbiamo migliorarci, partiamo tutti, anche chi non c’era, dalla piazza Cavour, con i suoi pregi e difetti, e meno male che sappiamo, grazie al Foggia, da dove partire.

Favoriamo sempre più gli incontri e meno gli scontri, più le proposte e meno le proteste, più le condivisioni e meno le divisioni.

FORZA FOGGIA, non solo come squadra di calcio ma, soprattutto , come Città e come Provincia.

Ce la faremo, con il contributo di tutti a gioire per altre vittorie, non solo sportive.

Matteo Cannarozzi de Grazia

Tifoso, da sempre, orgoglioso del Foggia e della Provincia di Foggia.


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