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CARPINO - I DATI STATISTICI 2025

Carpino,

Nell’anno 2025 appena trascorso, si sono registrati in questo centro garganico i seguenti dati statistici, tra ( ) quelli dell’anno precedente.

Dall’Ufficio dei Servizi Demografici del Comune, nati 36 bambini (+17 rispetto al 2024), deceduti 60 (+6), matrimoni 10 (-8) di cui con il solo rito civile 2 (-1), divorzi 3 (+3), separazioni 1 (-2), unioni civili 0 (0), emigrati 96 (-3), immigrati 65 (-25), la popolazione residente al 31.12.2025 risulta di 3741 abitanti (-55) di cui stranieri regolarmente residenti, comunitari e non, 342 (+5), gli elettori iscritti nelle liste generali sono 4230, sempre al 31.12.2025 (-79 rispetto al 2024). Nelle liste elettorali, oltre ai residenti in Carpino, come è noto (e come avviene in tutti i Comuni italiani), risultano iscritti anche i cittadini maggiorenni residenti nell’AIRE (Anagrafe Italiana Residenti Estero), circa 500, ed è per questo dato che il numero degli elettori, paradossalmente, risulta maggiore di quello della popolazione residente. Anche nel 2025 non risultano rifugiati, profughi, richiedenti asilo o terremotati che siano giunti a Carpino e che, comunque, non sono mai conteggiati tra la popolazione residente. Dunque, senza la presenza dei cittadini stranieri, la stessa popolazione scenderebbe ben al di sotto dei 3500 abitanti (esattamente 3399), quasi un record, uno dei dati più bassi di Carpino dell’ultimo quarto di secolo confrontando la popolazione residente con il 1° censimento decennale del XX secolo - 1901 - circa 4000 abitanti e nel 1° censimento del XXI secolo - 2001 - oltre 3800 abitanti. E nonostante siano nati ben 17 bambini in più rispetto al 2024, ma sono anche decedute 6 persone in più (che sono sempre maggiori dei nati) e resta sempre alto il dato degli emigrati, 96 lo scorso anno. Tra gli stranieri residenti, si conferma la costante presenza, ormai da tanti anni, di cittadini romeni, albanesi e marocchini, nonché di altre poche persone di colore e appartenenti ad altri Paesi esteri, soprattutto europei, e ciò a conferma che questa cittadina garganica è stata ed è, per la maggior parte, una realtà tollerante, accogliente e per l’integrazione, quindi non affatto razzista; memore, evidentemente, delle difficilissime condizioni, anche e soprattutto discriminatorie, in cui spesso vissero molti nostri emigrati all’estero, in quanto Carpino fu un popolo di emigranti, né più e né meno di quello di tanti altri paesi italiani.

Sul calo demografico e lo spopolamento di Carpino, che coinvolge in modo particolare i piccoli centri dell’Italia nel complesso, va fatta una più attenta considerazione in quanto tale decrescenza è ormai atavica nel tempo. Dal libro “Il Promontorio Garganico tra tardo romano e paleocristiano” - VI esposizione archeologica del Gruppo Archeologico Garganico “Silvio Ferri” di Vico del Gargano del 1982 diretto dal compianto studioso del nostro Territorio prof. Filippo Fiorentino - (Tipografia Di Pumpo, Rodi Garganico), pagg. 43-44, si evince che verso la metà del 1600 il Gargano era ancora una terra molto popolosa e che il suo quasi generale declino demografico avvenne, poi, in special modo, dallo scorso XX secolo. Complici, guarda caso, le due guerre mondiali e la guerra per la colonizzazione dell’Italia nei confronti di Paesi del nord Africa, che diedero il colpo di grazia alle popolazioni e ai piccoli paesi soprattutto. Iniziarono in questo modo le cosiddette “emigrazioni di massa” nelle Terre oltre oceano e più tardi, al termine del secondo dopoguerra, in Europa, principalmente in Germania, Svizzera e verso le due principali città industriali del nord Italia di Milano e Torino. La maggior parte degli emigrati di quell’epoca, purtroppo, non fecero mai più ritorno nelle loro terre natie, o qualcuno tornava saltuariamente solo per rivedere e salutare i loro parenti rimasti in paese. Il Gargano, però, anche se lentamente, iniziò a riprendersi nel tempo con le maggiori risorse economiche che aveva a disposizione: l’agricoltura innanzitutto e poi artigianato, commercio, zootecnia e allevamento, pesca (nelle lagune di Varano e Lesina e nel Mare Adriatico), il turismo, compreso quello religioso, promuovendo a migliorare, progredire e ammodernare la stessa economia e, in molti casi, assumendo manodopera non solo stagionale, ma anche a tempo indeterminato. Da notare che proprio la cittadina di Carpino, nel “1° Censimento Generale della Popolazione”, in assoluto, che si tenne nel lontano 1861, all’indomani dell’avvenuta Unità d’Italia, contava circa 6000 abitanti risultando uno tra i primissimi paesi più popolosi del Gargano.

Per ciò che concerne la popolazione scolastica riferita all’A.S. in corso 2025/2026 dell’Istituto Omni comprensivo Statale, essa fa registrare un numero complessivo di circa 500 unità, così suddiviso: Scuola Materna 66 (7 stranieri, -7 iscritti rispetto all’A.S. precedente), Scuola Elementare 114 (16 stranieri, -8) , Scuola Media 90 (16 stranieri, ==), Liceo Scientifico 96 (stranieri 10), Istituto Tecnico Informatico 126 (stranieri 6); sono 138 gli studenti che frequentano questi due ultimi Istituti provenienti da paesi limitrofi. Non risulta evasione scolastica e quindi il 100% di detta popolazione frequenta regolarmente le lezioni.

La Parrocchia San Nicola-San Cirillo ha fatto pervenire i seguenti dati per l’anno 2025: Battesimi 23 (-2), Prime Comunioni 15 (-12), Cresime 20 (-7), Matrimoni 11 (+3), Funerali 62 (+5).

Le annuali campagne olearie rappresentano, come è noto, le prime e più importanti fonti di reddito e dell’economia locale (unitamente a tutto il comparto agricolo più in generale), anche in ragione dei numerosi posti di lavoro che vengono messi a disposizione in questo periodo (negli oliveti e nei frantoi oleari). Infatti da ottobre a gennaio, e questo avviene già da oltre un quarto di secolo, cioè da quando si sono intensificate enormemente le piantagioni di ulivi (anche con il rinnovo di quelle vecchie attraverso lo sradicamento di piante ormai obsolete, non più produttive), giungono in paese molti lavoratori extracomunitari di colore per far fronte ed integrare in modo importante e determinante, la forte richiesta di manodopera necessaria in tale periodo. Nei 6 frantoi oleari pubblici presenti nel territorio carpinese (e uno privato che non lavora più per conto terzi), di quest’ultima campagna olearia 2025/2026 non si possono fornire dati precisi e completi in quanto non pervenuti e né conosciuti, almeno ufficialmente (anche perché non ancora terminata del tutto), ma anche in questa annata sono state conferite nei frantoi locali una quantità enorme di olive, comprese quelle di moltissimi produttori forestieri provenienti da paesi limitrofi, a fronte di una altrettanta enorme produzione di olio EVO (extra vergine d’olive), di cui molto anche biologico. Carpino rappresenta oggi uno dei maggiori produttori di olive e olio EVO del Gargano, della nostra Provincia e della Puglia. Come si ricorderà, il Comune, già da diversi anni, fa parte ed è iscritto all’Associazione Nazionale “Città dell’Olio”.

A margine di dette statistiche, cioè a fronte della denatalità e dello spopolamento del paese, a Carpino si sono registrate nel tempo la chiusura di varie attività, come negozi e botteghe. In questi ultimi decenni hanno chiuso, per pensionamento o anche per decesso dei titolari, o per trasferimento in altri Comuni limitrofi, le uniche singole attività e servizi che esistevano di orologiaio, orafo, ottico, calzolaio (di questa attività ne era rimasta solo una tra le tante che c’erano), lavanderia, l’edicola dove già si leggeva poco e l’edicolante vendeva ben poco, anche se oggi i giornali ormai si consultano anche online (ma le edicole, com’è noto, non vendono solo i vari giornali quotidiani). Per cui, se un cittadino di Carpino, ad esempio, vuole leggere ancora un giornale o una rivista, o acquistare un paio di occhiali o farsi lavare un indumento o per riparare delle scarpe deve recarsi nei paesi vicini! Altri antichi mestieri sono poi scomparsi del tutto già da decenni, come lo stagnino e il “sana piatti”, ormai inutili. Purtroppo, la modernizzazione e la cosiddetta “globalizzazione” hanno portato a raggiungere anche questi fenomeni. E’ ormai solo un lontanissimo ricordo quello dove era aperto e operante a Carpino un negozio di generi alimentari e merci varie quasi in ogni quartiere, nonché tante botteghe di piccoli artigiani sparse per tutto il paese, dove tanti ragazzi andavano ad imparare il mestiere per il loro futuro (ciò che oggi non avviene più, ovviamente), specialmente durante le vacanze scolastiche estive, o il pomeriggio dopo aver fatto i compiti a casa, durante l’anno scolastico; i ragazzi di oggi, come si sa, si dedicano ai computer, ai telefoni cellulari e tablet, ai social, a internet dove non si può apprendere nessun mestiere, e, nel peggiore dei casi, si dedicano anche ad alcol e droghe. Vi sono certi rioni di Carpino, quelli più vecchi, ormai quasi spopolati, porte chiuse, anche qualche edificio diroccato o pericolante, e non mancano, come ovunque, i cartelli VENDESI, AFFITTASI di cui se ne vedono sempre di più poiché case, ex botteghe e negozi sono ormai vuoti e chiusi o per decesso o per emigrazione degli occupanti e proprietari. Va detto che l’attuale Amministrazione Comunale ha tutelato e rivalorizzato il borgo del centro storico ed è intervenuta a ristrutturare e rendere fruibili e praticabili moltissime strade del paese, carrozzabili o meno, anche quelle che oggi sono meno popolate, in passato del tutto abbandonate a se stesse; ed altre, a completamento, sono in programma per la sistemazione. E’ nell’intenzione della stessa Amministrazione pubblica quella di voler anche acquisire case chiuse, sfitte e abbandonate al fine di ristrutturarle e renderle abitabili, in particolare per i lavoratori extracomunitari di colore, durante la stagione delle campagne olearie, in quanto nella maggior parte dei casi, quei malcapitati lavoratori vivono a Carpino in situazioni letteralmente da “terzo mondo”, se non peggio, di cui si può immaginare, d’inverno poi...Progetto, quello del Comune, di cui si può ben comprendere che ha bisogno di tantissimi soldi per essere finanziato e che è quasi unico nel suo genere.

Le statistiche sopra riportate che riguardano questo Centro garganico, in linea di massima sono consone con quelle che vengono pubblicate dall’ISTAT e dagli studi del CENSIS, soprattutto per i numeri del calo demografico, la denatalità, l’invecchiamento della popolazione (ormai gli ultra cinquantenni sono più che la maggioranza anche a Carpino) e lo spopolamento dei paesi, che, come accennato, sono quasi generalizzati, almeno in Italia.

Si ringraziano, per i rispettivi dati forniti, il Funzionario Responsabile dei Servizi Demografici del Comune di Carpino Sig. Marcello Russi, la Dirigente Scolastica dell’Istituto Omni comprensivo “P. G. Castelli” Prof.ssa Rosa Battista e il Parroco don Nicola Iacovone.

                                                                                                                  Mimmo Delle Fave

                                                                                                               


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