Danni da fauna selvatica: il Parco si mobilita

Sulle alture del Gargano e, ormai, anche nelle zone collinari e in pianura, gli impatti derivanti dalla presenza di lupi, cinghiali e, più in generale, di fauna selvatica sono notevolmente aumentati.

Nel territorio del parco nazionale del Gargano, tra il 2016 e il 2020, le richieste di pagamenti per aver subito danni da fauna selvatica sono cresciute di circa il 200%. Solamente nell’ultimo anno, le imprese del comparto agro-zootecnico hanno presentato domande di pagamenti per un ammontare complessivo di circa 300mila euro. Questa problematica è attualmente oggetto di grande attenzione da parte dell’Ente parco nazionale del Gargano che – nell’ambito delle sue competenze e possibilità – non manca di manifestare il suo effettivo sostegno agli operatori del comparto.


Nei giorni scorsi il presidente Pasquale Pazienza ha invitato i parlamentari della provincia di Foggia a un incontro nella sede di Monte Sant’Angelo per chiedere il loro aiuto e la più ampia collaborazione nell’affermare dei percorsi risolutivi del problema. Dopo aver presentato le dinamiche del fenomeno e aver evidenziato che, tra le altre cose, esso rappresenta una condizione di oggettivo disagio per gli abitanti del territorio e per i turisti/visitatori, Pazienza ha chiesto di compiere ogni sforzo utile a modificare la normative attuale per consentire il passaggio dal regime d’indennizzo, oggi in essere, a quello risarcitorio.


Il presidente ha affermato che “… nell’area del Parco occorre procedere con l’individuazione e l’adozione di politiche d’intervento sia di breve che di medio/lungo termine ed evitare che le politiche di conservazione portate avanti dall’Ente Parco possano trovare resistenze sul fronte della loro accettabilità sociale. In una logica di breve periodo, l’Ente Parco è già impegnato nell’organizzare delle attività sul campo per ridurre i danni da fauna selvatica attraverso la mitigazione della presenza di certi tipi (in particolare, di cinghiali). A ciò si aggiunga, per via parallela, anche l’attività di mitigazione del randagismo canino già avviata nei mesi precedenti in collaborazione con il Dipartimento di prevenzione della ASL Foggia. Nel contempo bisogna procedere a una modificazione normativa che consenta di riconoscere agli agricoltori e agli allevatori del territorio il diritto al risarcimento integrale del danno effettivamente subito e non, invece, a un indennizzo, che – a conti fatti – si attesta su circa il 50%”.




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