"Foresta Umbra abbandonata al suo destino: serve un tavolo tecnico subito"
- Matteo Cannarozzi de Grazia
- 3 giu
- Tempo di lettura: 2 min
Parla con una certa amarezza mista a sconforto, Matteo Cannarozzi De Grazia, già sindaco di Vico del Gargano.
Cannarozzi, la Foresta Umbra è un patrimonio inestimabile, eppure le sue parole descrivono una realtà amara. Qual è la situazione oggi?
«È un peccato immenso, ma la verità è che oggi la Foresta Umbra è abbandonata al suo destino. Imperano i divieti, sono state smantellate le aree picnic e le panchine, e perfino il ponticello sul laghetto è da anni etichettato come "pericolante". Pare non sia nemmeno vero, e in ogni caso l’Arif potrebbe restaurarlo senza problemi. Il centro visite, inoltre, è chiuso e non esistono WC pubblici.»
I turisti continuano ad arrivare, attratti dalla bellezza del luogo. Che tipo di accoglienza trovano al loro arrivo?
«Trovano un mercatino con commercianti pionieri su bancarelle improvvisate. Invece di valorizzarli, realizzando delle casette a tema che darebbero tutta un’altra immagine ai tanti visitatori, si lascia tutto al caso. Per fortuna ci sono diverse strutture ricettive e di ristorazione che, con grandi sacrifici, riescono ancora a dare un servizio ai turisti.»
Una delle carenze storiche delle aree rurali protette è l'infrastruttura di base. Cosa manca davvero per fare il salto di qualità?
«Manca l'acqua. Bisogna finanziare urgentemente opere per dotare la Foresta di acqua potabile. Le soluzioni ci sono: o si potenzia la rete minimale che già arriva alla caserma dell’Aeronautica, oppure si pensa a una rete idrica potabile "rurale", considerando che nell'area operano anche diverse aziende zootecniche. E poi c'è il tema dei trasporti: va garantito un servizio di collegamento efficiente tra la foresta e i vari comuni limitrofi.»
Lei ha sollevato anche il problema dell'immenso patrimonio immobiliare pubblico che sta andando in malora. A cosa si riferisce nello specifico?
«La caserma Sansone, pur essendo già stata ristrutturata, è abbandonata. C’è un grande patrimonio pubblico di immobili in degrado, a partire dalle ex caserme dell’Aeronautica che un tempo ospitavano migliaia di militari. Stanno andando in completo abbandono, quando invece potrebbero essere riutilizzate per scopi straordinari: penso all'Università, alla Protezione Civile, al turismo giovanile o a quello della terza età.»
Nonostante le criticità, la Foresta resiste grazie all'impegno di chi la vive. Chi sono i "resistenti" di questo territorio?
«Di contro all'abbandono istituzionale, ci sono molti visitatori che apprezzano profondamente questi luoghi e, soprattutto, la professionalità di chi ancora ci crede. Penso alle poche guide turistiche ufficiali, agli organizzatori di eventi sportivi e culturali che continuano a fare miracoli.»
Qual è l'appello finale che lancia alle autorità preposte?
«Sarebbe ora che tutte le istituzioni coinvolte promuovessero l’istituzione di un tavolo tecnico. Parlo di Ministeri, Prefettura, Regione, Provincia, Parco, Comuni, insieme alle associazioni private e di categoria. Serve un "programma attuativo" serio, verificabile a breve e lungo termine, per consentire finalmente di "gestire" e "NON vietare" un patrimonio che ci invidia il mondo intero. E soprattutto, bisogna ricordare a qualcuno che, a parte il Padre Eterno, questo paradiso non lo ha avuto in eredità dai propri genitori.»








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