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Il futuro della sicurezza globale visto da Monaco: il garganico Maurizio Lannes dietro le quinte di questo "G7 della Difesa"

Il futuro della sicurezza globale visto da Monaco

In dialogo con il Col. Maurizio Lannes

Presidente della Sezione UNUCI - Unione Nazionale Ufficiali in Congedo d´Italia Germania Baviera.


La Conferenza sulla Sicurezza di Monaco (MSC) non è solo il più importante forum mondiale sulla politica di sicurezza, ma è il termometro che misura la febbre del mondo. In un momento di trasformazioni epocali, tra il cambio della guardia a Washington, la crisi industriale tedesca e i conflitti alle porte dell'Europa, la 62ª edizione del Bayerischer Hof ha segnato la fine di un'era e l'inizio di una nuova, complessa realtà transatlantica. A raccontarci il dietro le quinte di questo "G7 della Difesa" è il Colonnello Maurizio Lannes, Presidente della Sezione UNUCI Germania-Baviera, che ha vissuto i lavori dall'interno dei palazzi del potere bavarese.


D: Colonnello, quest'anno ha partecipato alla Conferenza sulla Sicurezza di Monaco (MSC) in una veste particolare. Ci racconta l'atmosfera che si respirava nelle varie sale conferenze all'interno del Bayerisch Hof?


R: È stata un'esperienza esaltante. Per la prima volta dopo anni sono stato invitato come ospite ai "Side event", i lavori che corrono parallelamente alla conferenza principale riservata ai Capi di Stato. Bisogna dire che le immagini TV non rendono appieno l’idea: per ragioni di sicurezza siamo separati dai leader e seguiamo i discorsi su maxi schermi. Tuttavia, il clima era elettrico, specialmente in attesa di figure come il Segretario di Stato Marco Rubio, il Cancelliere Friedrich Merz e il Presidente Macron.


D: Lei ha avuto modo di confrontarsi direttamente con figure di spicco della difesa internazionale. Quali sono stati i momenti più significativi?


R: Ho avuto il piacere di parlare con il Generale Carsten Breuer, Capo di Stato Maggiore della Difesa tedesca e candidato alla guida della NATO. È stato un incontro cordiale in cui ho ricevuto sinceri complimenti per la professionalità dei nostri contingenti italiani all'estero. Inoltre, ho avuto l'opportunità di porre una domanda direttamente a Hillary Clinton durante una delle sue conferenze. Ho colto l'occasione per interpellarla direttamente su una sua dichiarazione riguardante l'immigrazione illegale negli Stati Uniti, chiedendole come mai un tema così critico sia emerso con tale forza nel dibattito pubblico solo in tempi recenti. La sua analisi è stata onesta: ha ammesso che si tratta di un problema storico per gli USA, ma ha sottolineato una grave mancanza di lungimiranza da parte delle democrazie occidentali. Secondo la Clinton, l'Occidente non ha saputo prevedere le reali conseguenze sociali di questi flussi migratori incontrollati, tra cui, dato oggi allarmante, l'improvvisa e violenta ondata di antisemitismo che sta scuotendo le nostre società."


D: Passando ai contenuti politici, si parla molto di un cambiamento nell'alleanza transatlantica. Qual è la sua sensazione dopo aver ascoltato i vari interventi?


R: La mia sensazione, purtroppo, è che l'alleanza per come l'abbiamo conosciuta dal 1945 stia cambiando radicalmente. La convergenza di valori e visioni dell'ordine internazionale sta venendo meno. Marco Rubio ha tenuto un discorso molto applaudito, dai toni solenni e conciliatori rispetto al suo predecessore Vance, ma la sostanza politica non cambia: gli USA puntano su sovranità, controllo dei confini e una riforma profonda dell'ordine mondiale.


D: A proposito di Rubio, le sue parole sull'economia europea sono state piuttosto forti. Cosa ha colpito la platea?


R: Rubio ha scosso la sala affermando che la deindustrializzazione europea non è stata un destino inevitabile, ma una scelta consapevole legata a un certo progetto economico che ha privato le nazioni della loro forza in nome del liberismo. Eppure, ha concluso con un'apertura fiduciosa verso l'Europa, definendoci "gli alleati più cari". È stato un momento di grande commozione e ottimismo che ha rotto il senso di scontatezza iniziale.


D: E per quanto riguarda il conflitto in Ucraina? Ci sono state aperture concrete?


R: Su questo Rubio è rimasto vago. Ha usato una metafora: la buona notizia è che le parti hanno iniziato a confrontarsi e si stanno avvicinando; la cattiva è che il lavoro da fare è ancora lunghissimo.


D: Il Cancelliere Merz ha toccato il tema della crisi economica tedesca. Come si collegano questi scenari internazionali alla nostra realtà locale, ad esempio nel Gargano?


R: Sembra paradossale, ma ciò che accade a migliaia di chilometri impatta direttamente su di noi. Merz ha ammesso che la crisi e la deindustrializzazione sono errori gravi che pesano sul PIL. Se l'Europa soffre, soffre anche la piccola realtà del Gargano. Non possiamo restare inerti: prima comprendiamo che le cose devono cambiare, prima potremo ricostruire una speranza per i nostri figli.


D: Qual è, in conclusione, il messaggio che riporta a casa da questa esperienza?


R: Che l'Italia deve tornare a essere un attore primario e proattivo, capace di salvaguardare i propri interessi nazionali in modo pacifico, come suggerito dallo stesso Rubio. Ma soprattutto, invito i cittadini a superare la "pigrizia mentale". Non dobbiamo delegare ad altri le discussioni su sicurezza ed economia; dobbiamo tornare a essere parte attiva della società attraverso il dibattito pubblico.




La carriera di Maurizio Lannes non è quella di un ufficiale qualunque: nato a San Severo nel 1967, ha costruito un percorso che unisce un’elevata esperienza tecnico-operativa e ruoli ai vertici dello Stato Maggiore Aeronautica e dello Stato Maggiore della Difesa.

Entrato nel Corpo di Commissariato dell’Aeronautica Militare nel 1990. Ha diretto il Centro di Prima Accoglienza Immigrati di Bari durante la crisi umanitaria dei rifugiati dal Kossovo (1999), poi e’ stato Ufficiale di Collegamento della Missione Italiana in Kossovo-Albania K-For (2000).

Successivamente è stato impegnato in missioni complesse come Enduring Freedom in Afghanistan (2002) ed in Africa Orientale a Gibuti ed in Somalia (2014), dove si e’ occupato delle relazioni diplomatico-militari nell’ambito degli accordi tecnici di cooperazione internazionale.

Poi in Spagna (2023) nell’operazione EU NavFor contro la pirateria marittima, in qualità di Legal Advisor.

Ha ricoperto diversi incarichi in ambito NATO, tra cui l’Agenzia di sviluppo del Programma Eurofighter a Monaco di Baviera. Unisce esperienze in cui aspetti legali, operatività, diplomazia si intrecciavano costantemente.

In Italia, tra il 2015 e il 2023 ha ricoperto incarichi di vertice negli uffici generali dello Stato Maggiore dell’Aeronautica e della Difesa. Laureato in giurisprudenza all’Università degli Studi “Aldo Moro” di Bari, ha un master in Economia, geopolitica ed organizzazioni internazionali. Esperto di diritto penale militare e diritto internazionale umanitario, ha insegnato discipline giuridiche presso l’Accademia aeronautica ed altri istituti e scuole militari. Colonnello della riserva dal 2024. Attualmente presso il Programma EU Galileo. Presidente della Sezione UNUCI - Unione Nazionale Ufficiali in Congedo d´Italia Germania Baviera.



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