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Il soffitto di cristallo della politica locale: donne, potere e futuro in provincia di Foggia

C'è un dato che dovrebbe far riflettere tutti.

Nelle istituzioni pubbliche italiane la parità di genere è ancora lontana dall'essere una realtà. E la provincia di Foggia ne è una fotografia evidente.

Su 61 comuni della Capitanata, le donne che oggi ricoprono la carica di sindaca sono una minoranza. Un numero ancora troppo basso per un territorio che rappresenta una delle province più grandi d'Italia e che non può permettersi di rinunciare al talento, alle competenze e alla visione di metà della sua popolazione.

Negli ultimi giorni due vicende hanno riportato al centro del dibattito il tema della leadership femminile nelle istituzioni.

A San Severo si è conclusa anticipatamente l'esperienza amministrativa della sindaca Lidya Colangelo, dopo una crisi politica culminata con le dimissioni di tredici consiglieri comunali. La vicenda ha assunto una rilevanza nazionale anche per le dichiarazioni della sindaca relative a presunte pressioni e richieste a sfondo sessuale che sarebbero state subite nel corso della sua esperienza amministrativa.

A Foggia, invece, la sindaca Maria Aida Episcopo – prima donna nella storia della città a ricoprire questo ruolo – ha rassegnato le proprie dimissioni spiegando che non esistevano più le condizioni politiche e numeriche per proseguire il mandato. Una scelta maturata dopo settimane di tensioni all'interno della maggioranza.

Al di là delle appartenenze politiche, queste vicende pongono una domanda che riguarda tutti: quanto è realmente semplice per una donna guidare un'istituzione pubblica in territori ancora fortemente segnati da dinamiche di potere tradizionali?

Mentre discutiamo di questo, il mondo corre veloce.

In molti Paesi e in molte grandi città europee le donne guidano governi, imprese, università e istituzioni strategiche. Non perché siano donne, ma perché competenza, merito e leadership vengono riconosciuti senza che il genere rappresenti un ostacolo. E spesso il loro successo nasce anche dalla capacità di fare rete, sostenersi reciprocamente e costruire modelli di leadership collaborativa anziché competitiva.

In provincia di Foggia, invece, non abbiamo mai avuto una donna alla guida della Provincia. E viene naturale chiedersi come sarebbe stata la nostra storia amministrativa se ciò fosse già accaduto.

Forse non sarebbe cambiato tutto. Ma forse avremmo avuto uno sguardo diverso su welfare, istruzione, servizi alle famiglie, politiche giovanili, inclusione sociale e valorizzazione dei talenti femminili. Forse avremmo semplicemente avuto una rappresentazione più fedele della società reale.

La vera sfida non è eleggere una donna perché donna.

La vera sfida è creare condizioni nelle quali una donna competente possa arrivare ai vertici delle istituzioni senza dover essere considerata un'eccezione.

Perché una democrazia è davvero moderna quando il potere non ha genere, ma responsabilità.Le informazioni sulle recenti vicende di Maria Aida Episcopo e Lidya Colangelo sono basate sulle notizie pubblicate negli ultimi giorni.


Valeria Di Fine




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