LETTERA APERTA A FUORIPORTA: Il Gargano brucia, proteggere il verde significa anche ricostruirlo
- Riceviamo e pubblichiamo
- 20 lug
- Tempo di lettura: 2 min
Gentile Redazione di Fuoriporta,
Le immagini degli incendi che in questi giorni stanno colpendo il Gargano non possono lasciarci indifferenti.
Vedere bruciare i nostri boschi, la macchia mediterranea e la Pineta Marzini significa assistere alla perdita di una parte importante della nostra identità. Il verde del Gargano non è soltanto uno sfondo per le fotografie dei turisti: è il nostro patrimonio naturale, la nostra storia, la nostra principale ricchezza e, soprattutto, una responsabilità che abbiamo il dovere di consegnare alle generazioni future.
In queste ore è doveroso ringraziare i Vigili del Fuoco, gli operatori dell'ARIF, la Protezione Civile, i volontari e tutte le persone impegnate nelle operazioni di spegnimento e di messa in sicurezza del territorio. Allo stesso tempo, però, quanto sta accadendo dovrebbe spingerci a una riflessione più ampia sul valore che attribuiamo agli alberi e alla tutela ambientale durante tutto l'anno, non soltanto quando vediamo alzarsi una colonna di fumo.
La prevenzione degli incendi richiede certamente pulizia, manutenzione, controllo del territorio e interventi programmati. Ma richiede anche una vera cultura del verde, capace di considerare ogni albero come un bene della comunità e non semplicemente come un elemento da rimuovere quando diventa scomodo.
Proprio per questo, guardando a ciò che accade nel nostro territorio, viene spontaneo pensare anche al parchetto dell'anfiteatro di Vico del Gargano. Negli ultimi tempi diversi pini sono stati tagliati, probabilmente per ragioni tecniche, di sicurezza o di manutenzione. Non si vuole mettere in discussione la necessità di eliminare alberi eventualmente malati o pericolosi. Ciò che lascia perplessi è, però, non vedere nascere nuovi alberi al loro posto.
Quando un albero deve essere abbattuto, sarebbe auspicabile che la sua rimozione fosse accompagnata da un progetto di sostituzione e riqualificazione dell'area. Tagliare può talvolta essere necessario; non ripiantare rappresenta invece una scelta sulla quale una comunità dovrebbe interrogarsi.
In un momento in cui il Gargano perde ettari di vegetazione a causa delle fiamme, anche la piantumazione di pochi alberi in un parco urbano assumerebbe un significato importante. Sarebbe un gesto concreto, educativo e simbolico: per ogni albero perso, provare a restituirne almeno uno al territorio.
Non servono proclami o grandi campagne pubblicitarie. Basterebbero una programmazione trasparente, la scelta di specie adatte al luogo, una corretta manutenzione e l'impegno a non lasciare vuoti gli spazi occupati dagli alberi rimossi.
Il verde pubblico non è un semplice elemento decorativo. Offre ombra, riduce il calore, migliora la qualità dell'aria e rende più vivibili i luoghi frequentati da bambini, famiglie e anziani. Soprattutto, racconta il modo in cui un'amministrazione immagina il futuro del proprio paese.
Gli incendi di questi giorni ci ricordano quanto sia facile perdere in poche ore ciò che la natura ha costruito in decenni. Proprio per questo, ogni istituzione e ogni cittadino dovrebbero sentirsi chiamati a proteggere, curare e, quando necessario, ricostruire il nostro patrimonio verde.
Al Comune di Vico del Gargano rivolgiamo quindi una proposta semplice e costruttiva: spiegare le ragioni degli abbattimenti effettuati nel parchetto dell'anfiteatro e predisporre un piano per la piantumazione di nuovi alberi.
Perché il modo migliore per dimostrare quanto teniamo al verde del Gargano non è soltanto difenderlo quando brucia, ma averne cura ogni giorno.
Lettera firmata






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