top of page

Vico del Gargano non si piega: la furia del cielo, le ferite e l'orgoglio di una terra che sa risorgere

31 minuti fa
Tempo di lettura: 2 min

È bastato un battito di ciglia, pochi minuti di terrore puro, per trasformare un pomeriggio qualunque in un incubo a occhi aperti. Una tromba d'aria di una potenza spaventosa, si è abbattuta su Vico del Gargano, calpestando case, sradicando la storia e mettendo a dura prova il cuore di un’intera comunità.

Nessuna allerta meteo. Nessun preavviso. Solo il cielo che all'improvviso si lacera, scaraventando sulla cittadina una violenza che i sessantenni del posto non ricordano di aver mai visto prima. Tetti divelti con la forza di un uragano, l'antico leccio secolare gravemente ferito, automobili devastate, tegole ridotte in polvere e coperture metalliche trasformate in proiettili, volati per centinaia di metri nel cielo plumbeo.

Eppure, tra le macerie di un paese ferito, la notizia più grande è un miracolo: nessuna vittima, nessun ferito. La sorte, o forse un destino benevolo, ha protetto i vichesi. E di questo, tra le lacrime e lo shock, bisogna ringraziare la vita.

Quella che doveva essere una domenica di festa si è svegliata in un silenzio surreale. Le campane non hanno suonato a festa. L'ora legale ci ha regalato un'ora in più di sonno, ma è stato un riposo pesante, intriso di incredulità e amarezza.

Ma Vico del Gargano ha risposto subito. Niente abiti della festa, ma tute da lavoro, scarponi e mani callose. Volontari, operai e cittadini si sono rimboccati le maniche all'alba, scendendo in strada per rimuovere rami, macerie e detriti. A chi si diverte a scrivere fesserie o ad alimentare polemiche sterili, questo paese risponde con i fatti: con il sudore sulla fronte, la preoccupazione legittima ma soprattutto una positività incrollabile.

La solidarietà dei sindaci dei comuni vicini e l'ondata di affetto sui social sono la prova che il Gargano non è solo. Ma la vera forza è qui, tra le pietre di questo borgo, senza piangersi addosso.

C'è rabbia, sì. Rabbia per la furia improvvisa, per la mancanza di risposte, per un territorio che troppo spesso si ritrova fragile e indifeso di fronte ai capricci estremi di un clima che cambia. Ma la rabbia, deve diventare la spinta viscerale a rialzarsi, a stringere i denti, a dimostrare di che pasta è fatta la gente di Vico e del Gargano.

Vico del Gargano è ferito, ma è vivo. Il suo cuore batte forte, più forte del vento che ha provato a spezzarlo. Le cicatrici resteranno, ma la voglia di ricominciare è già più grande di qualsiasi tempesta. Ripartiremo, insieme, mostrando al mondo il volto fiero e incrollabile di una terra che non si arrende mai.

La foto del leccio secolare è stata modificata con IA

La poesia di Maria Rosaria Vera, scritta qualche anno fa...


Commenti


  • LinkedIn Icona sociale
  • Facebook Social Icon
  • Twitter Social Icon
  • YouTube Social  Icon
  • Instagram Social Icon

Nel rispetto della Legge n. 103/2012: il Blog Fuoriporta.info è realizzato unicamente su supporto informatico e diffuso unicamente per via telematica ovvero on line. Tutti i diritti riservati - Riproduzione vietata - Consultabile gratuitamente - Le collaborazioni sono sempre gratuite -  - La responsabilità degli articoli (“post”) e dei video, è dei rispettivi autori, che ne rispondono interamente e legalmente. L’autore di ogni post è dichiarato sotto il titolo dell’articolo.

Ciascun autore si accerterà, prima della pubblicazione del proprio post, della esatta situazione di copyright o copyleft dei materiali che intende inserire, propri o altrui. È responsabilità dell’autore del singolo post accertarsi che non esistano impedimenti di copyright o diritti da assolvere in alcun modo per la pubblicazione del materiale, oppure procurarsi le liberatorie necessarie e inoltrarle alla Redazione. - P. Iva: 02138510710 

bottom of page