• Michele Lauriola

Lettera aperta al neo Vicepresidente della Regione Puglia

Raffaele Piemontese è il nuovo vicepresidente della Regione Puglia.

Dopo tantissimi anni, il presidente assegna questo importante ruolo, a un rappresentante di Foggia e della Capitanata.

«Lo ringrazio per la fiducia e per il riconoscimento alla nostra terra», le prime parole del confermato Assessore al Bilancio, allo Sport, Programmazione, Infrastrutture e Lavori Pubblici, ad Emiliano.


Le sue origini garganiche, la sua vicinanza ai nostri territori, la situazione drammatica che stiamo vivendo, mi spingono ad una lettera aperta, sperando in un’attenzione concreta.


Gentile Vicepresidente,

ascolto da più parti, quasi giornalmente, la parola “guerra”, “battaglia” o “stato di massima emergenza”.

Non le nascondo la forte preoccupazione per il mio territorio. Vivo e lavoro sul Gargano. Un posto paradisiaco.

Ho avuto modo di conoscerla proprio a Peschici, durante il giro d’Italia del 2017, tappa da Molfetta a Peschici.

«Politica, sport e passione oggi raggiungono un grande obiettivo, la Puglia verrà raccontata al mondo nel Giro di Italia». Queste le sue parole, condivise da tutti, sportivi e non.

Come lei ben sa, qui abbiamo l’aria buona, il mare cristallino, baie e grotte mozzafiato, fauna e flora da meravigliare l’Italia intera, una biodiversità unica al mondo.

Manca però un ospedale di zona. I primi presidi sanitari distano chilometri e spesso anche oltre un’ora di percorrenza con macchina privata.

Le immagini di questi giorni con le ambulanze ferme in sosta, per ore, in attesa di far ricoverare i pazienti, mi hanno turbato.

Le notizie degli ospedali pieni zeppi di malati covid, rimbalzano austere nelle case dei garganici.

I nostri medici operano in strutture di primo intervento, molte volte prive di strumenti diagnostici, con coraggio e spirito di abnegazione.

Oggi come non mai, l’intera categoria degli operatori sanitari continua a dar prova di professionalità, autentica passione e alto senso del dovere.

Dagli autisti ai barellieri, dagli OSS ai chirurghi, dai rianimatori agli anestesisti, dagli infermieri ai medici di base, da qualsiasi risorsa umana che svolge la sua preziosa opera assistenziale, giunge un assordante grido di dolore.

Senza parlare di chi ci ha rimesso la vita, lavorando per salvare noi cittadini, a cui va il nostro riconoscimento e il nostro rispetto perenne.

Gentile Vicepresidente, ho fatto ricorso alla storia, scomodando le navi ospedale. Addirittura ho scoperto una nave dal nome «Gargano» del 1915.

Il Gargano ha tre porti e, man mano che si scende verso il Salento, ci sono sempre più attracchi. Pensa che potremmo utilizzare temporaneamente anche noi, navi ospedale?

L’idea di poter contare su tali presidi tranquillizzerebbe i pugliesi e i garganici, alleggerirebbe la mole di lavoro delle strutture sanitarie, darebbe speranza a tanti malati che non trovano posti disponibili.

Lo hanno fatto durante la prima guerra mondiale: visto che tutti dicono che siamo in guerra, perché non farlo oggi?

Spero che la Puglia verrà raccontata al mondo, anche per le straordinarie misure di prevenzione e cura che la classe dirigente ha saputo dare ai pugliesi.


Ne approfitto per augurarle buon lavoro e farle i complimenti per il ruolo assegnatole dal Presidente Emiliano.

L’aspetto a Vico del Gargano, sarò lieto di ospitarla per una visita al nostro meraviglioso centro storico, una passeggiata sulla spiaggia di San Menaio e Calenella e per farle assaggiare la nostra mitica “paposcia”, condita con l’olio novello appena «uscito» dai frantoi.

Saluti dal Gargano.


Michele Lauriola

Cittadino vichese, garganico, pugliese.



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