Lonigro “Il prossimo assessore regionale al turismo sia della Capitanata”

Lonigro “Il prossimo assessore regionale al turismo sia della Capitanata” Nel 2006 il settore valeva il 3,4% del Pil oggi il 9%, nel 2019 15,5 milioni di presenze Il comparto ha tenuto botta anche nell’estate del Covid, in modo per certi versi sorprendente Vieste e il Gargano, da soli, detengono il 36% dei posti letto dell’intera Puglia “Il prossimo assessore regionale al Turismo sia della provincia di Foggia”. E’ questa la proposta che Pino Lonigro, candidato al consiglio regionale della Puglia con “Senso Civico-un nuovo Ulivo per la Puglia”, ha lanciato pubblicamente da Vieste, dove ha tenuto un incontro incentrato proprio sull’industria turistica. Il turismo ha tenuto botta anche nella stagione della grande emergenza pandemica. I dati, per certi versi sorprendenti, sono quelli che iniziano a emergere dagli stessi operatori. Un esempio su tutti è il report fornito recentemente dal “Consorzio Gargano Ok” che, anche grazie al bonus vacanze correttamente applicato dalle 20 strutture dislocate su tutto il territorio garganico, ha fatto registrare il sold-out per tutti i circa 6mila posti letto disponibili. Negli spazi dell’albergo Portonuovo, assieme al candidato Pino Lonigro, a discutere di dati, prospettive e necessità del comparto turistico c’erano anche Onofrio Introna, già presidente del Consiglio regionale della Puglia, e il consigliere comunale viestano Michele Lapomarda, presidente della Commissione turismo del Comune di Vieste. “Con Fitto, la Puglia era una sconosciuta”, ha attaccato Lonigro. “E invece, con Emiliano, nel 2019 la Puglia ha fatto registrare 4,2 milioni di arrivi, 15,5 milioni di pernottamenti (di cui 3,8 milioni internazionali) e una media di 3,7 notti di permanenza per ogni turista. Si tratta di numeri e di dati ufficiali, certificati”, ha aggiunto il candidato al Consiglio regionale. “Dal 2015 al 2019, l’incoming internazionale è cresciuto del +60% e i pernottamenti degli stranieri del 44%, mentre gli arrivi complessivi hanno registrato un +23%”, ha dichiarato Onofrio Introna. “Vieste e le principali località della costa garganica sono destinazioni turistiche riconosciute, con un livello molto alto di professionalità e servizi per ciò che riguarda le strutture ricettive”, ha proseguito Lonigro. “Da una parte occorre consolidare e potenziare ciò che è stato costruito, dall’altro è necessario lavorare su tre diversi fronti: le infrastrutture, e qui il completamento della Superstrada del Gargano deve diventare una priorità; i servizi che innovino, promuovano e facciano conquistare nuovi mercati; la moltiplicazione dei prodotti turistici orientati ai viaggiatori che intendono scoprire il territorio durante tutto l’anno e nelle modalità più differenti, dai camminatori ai wine-lovers, dal cicloturismo agli amanti degli sport legati al mare, ai laghi e ai percorsi montani delle aree interne”, ha dichiarato il candidato di Senso Civico-Un nuovo Ulivo per la Puglia. “Il ripristino della statale Vieste-Mattinata, il completamento della Superstrada del Gargano, il sostegno per rivitalizzare le Proloco come front-office diffuso di accoglienza e promozione: sono tante le cose da fare”, ha detto Lonigro. “Fitto dirottando risorse e attenzioni sull’aeroporto di Grottaglie ha la responsabilità di aver negato a Foggia lo sviluppo aeroportuale con tutto ciò che ne è seguito. Ricordiamole certe cose”, ha attaccato Lonigro. La provincia di Foggia, con 1318 strutture ricettive standard (alberghi e villaggi turistici), è quella che detiene la fetta maggiore di posti letto di tutta la Puglia: ben il 36%. “Nel 2006, il turismo rappresentava il 3,4% del Prodotto Interno Lordo della Puglia; nel 2019 è a una quota del 9%. C’è stata una crescita innegabile, impetuosa, e l’affermarsi del brand Puglia ha avuto ripercussioni molto positive anche su prodotti identitari come il vino, con una crescita esponenziale del valore aggiunto per quelle cantine che hanno lavorato creando una connessione diretta tra il prodotto e il suo legame col territorio. Si tratta di un lavoro che bisogna fare anche per gli altri prodotti del comparto agroalimentare, perché l’enogastromomia e i percorsi turistici legati alla degustazione del vino, dell’olio e degli altri prodotti hanno un margine di crescita ancora enorme”, ha concluso Lonigro.


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