“Romeria” in cammino verso Santa Maria Pura

di Nicola Parisi


È tradizione della Chiesa che in molti luoghi il mese di maggio sia dedicato alla Santissima Vergine Maria. Durante questo mese, noi cristiani ci sforziamo di avere ancora più presente del solito nel nostro cuore la Madre di Dio, con un amore che si traduce nelle manifestazioni di affetto filiale verso la Madonna. Una di queste manifestazioni è la “romeria” (pellegrinaggio) dallo spagnolo è la "consuetudine mariana" caratterizzata normalmente dalla presenza di un ridotto numero di persone, a differenza dell'idea di folla presente nell'italiano pellegrinaggio. La parola “romeria” viene da "romero", com’erano chiamate le persone che andavano in pellegrinaggio a Roma. In seguito il significato si è esteso e ora una romeria è la visita a un santuario. Molto simile è il cammino che i fedeli di Vico del Gargano, principalmente donne, a piccoli gruppi dalla fine degli anni cinquanta del secolo scorso, hanno compiuto negli anni, ai primi di maggio al santuario posto nella valle sotto il Casale avvicinandosi la festa di Santa Maria Pura . La leggenda della Signora apparsa sulla roccia al pastorello sordo muto, chiedendogli in dono una pecorella e della madre che sa cogliere i segni divini in quella richiesta disegna una manifestazione particolare della maternità di Maria. Lei è rappresentata nei luoghi, dove s’incontra con le creature, le case dove abita. Nel luogo della visione la tradizione vuole sia poi sorta una cappella ed il suo santuario; luogo dove si nota una particolare presenza della Madre con la duplice presenza iconografica della raffigurazione pittorica della Madonna del Latte e la statua scolpita nella pietra venerata e portata in processione. In questo luogo si compie in modo ammirevole il singolare testamento del Signore in croce. Qui l'uomo, è affidato a Maria, e vi accorre con premura per incontrarsi con Lei come con propria Madre; gli apre il suo cuore, gli parla di tutto e la rende partecipe di tutti i suoi problemi. Gli Atti della Santa Visita del 1675, dell’Arcivescovo Mons. Orsini, cosi parlano della visita fatta all’altare maggiore della chiesa: Successivamente l’Eminentissimo Arcivescovo dopo che venerò la pia e famosa per i miracoli immagine della Beatissima Vergine collocata su questo altare a mo’ di icona, visitò l’altare stesso, la cui ara non era fissa contiene un altare amovibile. Per il resto godette che era ornato in maniera mirabile di tutte le cose adibite al sacro culto. Caduto in oblio più volte il suo santuario, la Beata Vergine nella metà del secolo scorso ha suscitato, nel cuore di gente semplice, il richiamo a ripristinare il decoro della sua casa e la risposta non si è fatta attendere. Molte sono le persone che si recano ancora oggi, per ringraziare la Madonna in un modo speciale per i favori ricevuti durante l'anno, testimonianza ne sono gli ex-voto offerti. La romeria è un modo per offrire a Maria il personale affetto con una visita privata o in piccoli gruppi, che cela il sapore dell'intimità. I fedeli s'incamminano direttamente verso il santuario. Da lontano si vede la cupola che si erge dal fondovalle, lungo il cammino a tratti sembra scomparire, varcato il recinto, il santuario risalta in tutta la sua imponente bellezza. In quest’anno la pandemia, sconvolge ogni nostra forma di devozione verso la Beata Vergine, venerata nel nostro Santuario Mariano -extra moenia. Questo però non impedisce di rivolgere a Lei il nostro cuore e il nostro sguardo. Mostriamole il nostro amore filiale e la Madonna sarà senza dubbio contenta del nostro attaccamento. Manteniamo viva, con una modalità diversa per quest’anno, la devozione a Santa Maria Pura, nata dalle donne del Casale, che alla fine degli anni cinquanta si sono attivate nella rinascita del santuario con straordinaria dedizione. Manifestiamo, in quest’anno di pandemia, nei nostri cuori, il saluto filiale a Maria con amore, come sempre abbiamo fatto ogni volta visitandola nel suo santuario.


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