SUCCESSO PER LA 7ª EDIZIONE: SAN MENAIO CHIUDE NEL SEGNO DI ANDREA PAZIENZA.
- Riceviamo e pubblichiamo
- 59 minuti fa
- Tempo di lettura: 3 min
SUCCESSO PER LA 7ª EDIZIONE: SAN MENAIO CHIUDE NEL SEGNO DI ANDREA PAZIENZA.Tre serate tra spettacolo, musica e teatro d'autore hanno animato San Menaio. Grande partecipazione per gli appuntamenti con Antonio Mezzancella, Sergio Rubini e Max Paiella.Il festival si è concluso con "Porta Pazienza", omaggio a un Andrea Pazienza capace di parlare ancora al presente.
Si è chiusa giovedì 13 agosto a San Menaio la 7ª edizione del Gargano Arte Festival, una rassegna che ha confermato la propria capacità di coniugare qualità artistica, intrattenimento e valorizzazione dell'identità culturale del territorio.
Promosso dalla Pro Loco di San Menaio e Calenella, con il supporto del Comune di Vico del Gargano e di Ferrovie del Gargano, il festival ha proposto tre appuntamenti tra spettacolo dal vivo, musica e teatro d'autore, costruendo un percorso dedicato ad Andrea Pazienza, nel settantesimo anniversario della sua nascita e nel segno del profondo legame che univa l'artista a San Menaio.
Ad aprire la rassegna, il 24 luglio, sono stati Stefano Meloccaro e Antonio Mezzancella, protagonisti di una serata all'insegna di musica, racconti, interviste e imitazioni. Il 9 agosto è stato il momento della prima nazionale di "Mio, sempre mio Andrea", con Sergio Rubini, la DauniaOrchestra e la partecipazione di Giò Sada: uno spettacolo costruito sulle lettere più intime di Pazienza, capace di restituire al pubblico il ritratto di un artista tenero, familiare e profondamente legato al Gargano.
A chiudere il festival è stato "Porta Pazienza", lo spettacolo di e con Max Paiella, che ha scelto di tornare a San Menaio per raccontare Andrea Pazienza attraverso un linguaggio personale fatto di musica, ironia, aneddoti e riflessioni.
"PORTA PAZIENZA", IL GENIO DI PAZIENZA LETTO ATTRAVERSO IL PRESENTE
Con "Porta Pazienza", Max Paiella ha chiuso il percorso che il Gargano Arte Festival ha dedicato all'artista, scegliendo però una prospettiva diversa rispetto allo spettacolo di Sergio Rubini. Non il Pazienza più intimo e familiare delle lettere, ma il genio creativo, satirico e visionario, capace di raccontare il proprio tempo e di anticipare quello che sarebbe venuto dopo.
L'idea dello spettacolo è nata proprio dal desiderio di Paiella di tornare a San Menaio e di confrontarsi con un artista che da anni avrebbe voluto raccontare. Nel corso del lavoro, il comico e musicista ha trovato in Pazienza una sorprendente attualità: i suoi personaggi, le sue intuizioni e la sua satira continuano infatti a parlare al presente.
Da Zanardi, il bullo spietato, a Pentothal, rifugiato nel mondo dei sogni, fino al celebre incontro immaginario con Sandro Pertini, Pazienza aveva saputo trasformare la realtà italiana in una materia comica e insieme lucidissima, mantenendo sempre uno sguardo libero, elegante e mai semplicemente schierato. Un talento esplosivo che si era espresso attraverso il fumetto, l'illustrazione, la scrittura, la musica, la sceneggiatura e anche l'insegnamento.
Nel racconto di Paiella è emerso così un Pazienza ancora vivo, non confinato agli anni Settanta e Ottanta ma capace di dialogare con il presente. I suoi "bulli", cresciuti nel tempo, sembrano oggi occupare persino i luoghi del potere; i suoi personaggi continuano a rappresentare vizi, inquietudini e contraddizioni della società. Ed è proprio questa capacità di vedere oltre il proprio tempo ad aver reso il lavoro di Pazienza ancora attuale.
«Era un genio assoluto, uno spirito libero, capace di fare satira con intelligenza ed eleganza. La cosa più sorprendente è che molti dei personaggi che aveva inventato allora sembrano ancora vivere nel nostro presente: il suo lavoro, a distanza di tanti anni, è ancora incredibilmente vivo», ha spiegato Max Paiella.
"Porta Pazienza" ha così rappresentato non soltanto un omaggio, ma una nuova occasione per interrogarsi sull'eredità di un artista che continua a essere letto, amato e riscoperto. Un artista che San Menaio ha scelto ancora una volta di riportare al centro della scena.
«Il bilancio di questa settima edizione del Gargano Arte Festival è sicuramente positivo – commenta Bruno Granieri, presidente della Pro Loco di San Menaio e Calenella –. Abbiamo vissuto tre serate molto partecipate, accomunate dal filo conduttore di Andrea Pazienza. Abbiamo chiuso in bellezza con Max Paiella e il suo personale omaggio a Pazienza. La grande partecipazione di pubblico ci conferma quanto San Menaio abbia bisogno di eventi ed iniziative che possano rafforzare l'attrattività turistica del territorio e offrire a cittadini e visitatori occasioni di incontro di qualità».






Commenti