La “Vestizione Religiosa” di Fra Antonio Coccia


Nel Rito del Vespro di Mercoledì 14 Settembre scorso, in cui la Chiesa ha celebrato, come ogni anno, la “Esaltazione della Santa Croce”, ha avuto luogo la suggestiva e commovente “Vestizione Religiosa” di Antonio Coccia da Carpino (di 27 anni, Diplomato al Liceo Classico di Vico del Gargano), presieduta dal M. Rev. Fra Alessandro Mastromatteo, Ministro Provinciale dell'Ordine dei Frati Minori Francescani (insieme nella foto). La solenne Cerimonia si è svolta presso il Santuario di San Matteo Apostolo in San Marco in Lamis, alla presenza di numerosi fedeli molti dei quali giunti dalla Comunità Parrocchiale di Carpino di cui Antonio fa parte. Così, in questa giornata importante ed indimenticabile per lui stesso, per i suoi cari e i suoi anici, Antonio, anzi, ora Fra Antonio, ha dato inizio al suo “Anno di Noviziato”. Sarà un anno di riflessione, di preghiere, di studi, oltre che di eventuale conferma della propria vocazione iniziata per Fra Antonio qualche anno fa nella sua Carpino, ma già oggi protesa nello spirito della regola francescana e della osservanza dei voti, ma che sarà questa la fase immediatamente successiva alla Vestizione e cioè la“Professione temporanea dei voti”, di cui si accenna in seguito. Nella sua Omelia, Fra Alessandro, tra l'altro, ha sottolineato come il Cristo ormai vive pienamente in Fra Antonio sul quale ha posato la sua mano e lo ha scelto come suo discepolo (“mi protendo in avanti, io che sono stato già afferrato dal Cristo” scrive San Paolo ai Filippesi), ma ciò vale per tutti e può accadere a chiunque nella sua vita di fede, anche nella laicità: “...non sei più tu che vivi, ma è Cristo stesso che vive in te...”. Questo è insito nelle vocazioni della Chiesa che non sei tu che scegli, ma è il Signore che chiama. Una persona obbedisce solo alla Sua chiamata, dopo che la Grazia di Dio è scesa su di se, spesso in modo improvviso, inatteso, inspiegabile, misterioso e soprannaturale. E l'esempio cristallino di Francesco di Assisi ne è una prova inequivocabile di quella forza, di quella grazia, di quel miracolo che il Signore può compiere in ognuno, è questa, in fondo, la fede: infatti Francesco scelse la povertà per essere rivestito della ricchezza di Cristo. Proseguendo nel suo intervento, Fra Alessandro ha detto a Frate Antonio, ma anche a tutti i fedeli convenuti che “...l'uomo è pochezza e non sa andare oltre le sue capacità, ma se tu ti abbandonerai a Lui, Cristo farà grandi cose per te...avrai il Signore con te e nessuno potrà essere contro di te...avrai il dono della parola, anche se – ovviamente – non si parla solo con le parole, ma con la testimonianza di vita. E ciò vale non solo per te, ma per me e per tutti coloro che ritengono di essere persone impegnate ed osservanti della fede nella Chiesa di Cristo (quindi tutti, religiosi e laici), altrimenti questa fede e questa testimonianza rischiano di essere vane e sterili...”. Infine Fra Alessandro ha spiegato all'Assemblea i tre significati principali del Saio che in questo giorno Frate Antonio ha indossato per la prima volta: 1- Il Saio è espressione della consacrazione, preambolo alla vera vocazione; 2- Richiama alla identità del Carisma ed alla fedeltà alla Chiesa e quindi non bisogna mai allontanarlo in quanto esso diventa, una volta indossato, come una seconda pelle; 3- Rende “Cristiforme” (cioè ha la forma della Croce) e con il segno della Croce si porta con se e dentro di se, contestualmente, la passione, la morte e la resurrezione di Cristo. E non è stato un caso che questa cerimonia religiosa si sia svolta, come già accennato, proprio nel giorno in cui la Chiesa celebrava la “Esaltazione della Santa Croce” (tra l'altro, proprio a Carpino esiste, sulla collina del Poggio Pastromele, una Chiesetta rupestre dedicata ed intitolata alla “Santa Croce”). A conclusione del proprio intervento Fra Alessandro ha espresso gli Auguri a Fra Antonio Coccia da parte di tutta l'Assemblea “...un Augurio che diventa preghiera, lungo tutto il tuo cammino, è quello di essere Santo come Francesco”. Ed a proposito di “Cammino”, questi sono tutti i “gradi” di un eventuale percorso completo di un giovane che entra a far parte dell'Ordine dei Frati Minori Francescani: 1- Accoglienza vocazionale; 2- Postulato; 3- Vestizione Religiosa (in cui inizia l'anno del Noviziato); 4- Professione temporanea dei voti di povertà, castità ed obbedienza; 5- Professione solenne (voti perpetui); 6- Sacerdozio (nei diversi gradi). Dalle pagine di questo Giornale anche la Comunità Parrocchiale di Carpino, da parte sua, e come ha già fatto nel Santuario di San Matteo, esprime gli Auguri più cari e più fraterni in particolare, oltre che a Frate Antonio, alla mamma Florinda Di Viesti e al papà Matteo, ai quali Cristo e la sua Chiesa in questa giornata hanno idealmente ringraziato del dono concesso del loro figliolo (come ha detto anche Fra Alessandro all’inizio della celebrazione), al fratello Francesco ed alla sorella Isabella, nonché ai nonni, zii e zie.


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