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Da Roma a Fort Collins in Colorado, ma non per un film western!

La storia della coraggiosa dottoressa Elena Arcaroli, figlia di professionisti vichesi trapiantati a Roma per lavoro, è tra le più significative e interessanti di fine anno e credo possa essere di buon esempio a tanti giovani. I motivi li leggerete in questa breve intervista.

Raggiungo Elena telefonicamente e subito avverto la sua determinazione e voglia di fare.


Un’altra giovane vichese che oltrepassa i confini nazionali per studiare e formarsi nelle migliori università. Raccontaci come è iniziata la tua «avventura».

Sono partita da Roma nell’agosto del 2016 per vivere il cosiddetto «anno all’estero», che consentiva a noi studenti di completare gli studi in una scuola internazionale. Ho scelto di andare negli Stati Uniti e sono capitata a Fort Collins, in Colorado, dove ho frequentato il quarto e quinto anno di liceo, ottenendo il diploma di scuola superiore.

Esperienza bellissima, tanto che ho deciso di vivere e studiare a Fort Collins, iniziando il mio percorso universitario alla Colorado State University, terminato a dicembre scorso, con una laurea in Biochimica.


Perchè la scelta di vivere e di studiare in America?

L’Italia è bellissima, è la mia casa, ma ho scelto di trasferirmi all’estero perchè sono certa di ottenere più opportunità di crescita professionale e di lavoro.

In verità, sono rimasta colpita dal modo di vivere degli americani durante il mio primo anno di studi che mi ha spinta a scoprire nuovi modelli di indipendenza e di responsabilità.


Come si fa ad entrare in un «college»?

In linea generale, bisogna fare un test standardizzato che si chiama SAT oppure ACT (vanno bene entrambi), si ottiene un punteggio che servirà per inoltrare domanda d’iscrizione alle varie università. Ovviamente bisogna anche ottenere un visto da studenti (generalmente F1).


Quanto ha influito la pandemia nel tuo percorso di studi e di vita?

Il Covid ha avuto un impatto sul mio percorso un po’ come per gli studenti universitari in Italia. Ci sono stati molti sforzi per tenerci nelle aule e nei laboratori.

Per la maggior parte del periodo Covid, abbiamo fatto un mix tra didattica a distanza e quella in presenza, adottando le giuste precauzioni. Devo dire che anche se mi è mancato il momento della presenza in aula, la qualità del percorso di studi è stata quasi la stessa, tranne qualche eccezione.


Da giovane studentessa romana a neo laureata in Colorado. Non sei partita per girare un film western, ma per realizzare i tuoi sogni. Cosa vorresti raccontare ai giovani?

Gli ultimi 5 anni sono stati ricchi di soddisfazioni ma ovviamente ci sono stati anche dei momenti negativi. Una preoccupazione più che legittima nei primi tempi è legata alla possibile difficoltà con la lingua straniera.

Niente panico, però! Io avevo una base di inglese discreta, anche se le difficoltà non sono mancate e fidatevi che, anche con un livello di partenza un po’ più basso, essere immersi nella lingua 24 ore su 24 vi farà imparare in fretta. Ovviamente anche ritrovarsi di punto in bianco in un mondo completamente diverso da quello in cui siete abituati a interagire, può rappresentare un ostacolo.

Ma non è certamente impossibile superarlo! Io dico sempre di partire con una mente aperta (cosiddetta “open mind”) ed essere pronti ad affrontare nuove realtà, che siano cibo, esperienze, cultura, mentalità con cui sapersi adattare mantenendo però sempre i propri valori.

Con un po’ di buona volontà e di pazienza, si possono fare tante amicizie e costruirsi un futuro solido. Lasciare la propria vita può spaventare, ma non dovrebbe impedirvi di inseguire i vostri sogni!

Aiutare altri giovani che vogliono fare esperienze simili mi sta molto a cuore, infatti ho anche creato una pagina su Instagram dedicata a far scoprire gli Stati Uniti agli italiani e ad aiutare altri ragazzi rispondendo a dubbi e domande. Spero possa servire.


Cosa hai in mente per il tuo futuro?

A luglio mi trasferirò nel Mississipi per frequentare la facoltà di medicina. In America dopo il diploma bisogna prendere prima una laurea e poi si può studiare medicina, in genere 4 anni di corso più la specializzazione che può variare (minimo 3 anni).

Un progetto di vita ambizioso ma anche una grande possibilità di affermazione professionale.


Grazie Elena, buona vita e non dimenticare le tue origini vichesi!


Intervista a cura di Michele Lauriola





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