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Escursione nella Foresta Umbra tra i Patriarchi Arborei: la Natura insegna

Escursione nella Foresta Umbra tra i Patriarchi Arborei: La Natura insegna al ritmo del gioco Giochi di luce e ombre disegnati dal sole autunnale, il profumo intenso della terra umida e del fogliame, un silenzio antico rotto solo dal crepitio di un ramo e dai passi cauti di un gruppo di visitatori. È in questa cornice da fiaba che si è svolta un’escursione speciale nel cuore del Parco Nazionale del Gargano, dedicata alla scoperta dei maestosi "Patriarchi Arborei" della Foresta Umbra. L’iniziativa, inserita nel ricco programma per il trentennale del Parco, ha visto la partecipazione di un gruppo eterogeneo di appassionati, famiglie e curiosi, guidati dall’esperta di interpretazione ambientale Ida, con la gradita presenza del Commissario del Parco, Raffaele Di Mauro. Non una semplice passeggiata, ma una vera e propria "visita di rispetto" a questi monumenti naturali, testimoni silenziosi di secoli di storia. L’obiettivo dichiarato era connettere le persone all’ecosistema forestale non attraverso una lezione frontale, ma mediante l’esperienza diretta e l’emozione. “Il principio guida è quello dell’interpretazione ambientale”, ha spiegato la dottoressa Ida d’Errico che ha guidato il gruppo, “perché ciò che si ascolta può essere dimenticato, ma ciò che si vive, ciò che si fa con tutti i sensi, rimane indelebile nella memoria”. Ed è stato proprio il “fare” la cifra distintiva della giornata. Il ritmo non è stato dettato dall’orologio o dal programma, ma dai partecipanti più piccoli. I bambini, con il loro passo incerto e curioso, la loro capacità di fermarsi per osservare un insetto o raccogliere una pigna dalla forma particolare, hanno stabilito la cadenza della scoperta. La metodologia didattica scelta è stata quella del gioco, strumento serissimo e potentissimo per apprendere senza barriere. Attività semplici ma evocative hanno permesso al gruppo di comprendere concetti complessi come l’interconnessione ecologica e la biodiversità. Il Commissario Di Mauro, camminando tra i faggi secolari e le cerre monumentali, ha sottolineato il valore di queste iniziative: “Celebrare i trent’anni del Parco significa soprattutto rafforzare il legame con la comunità e con i visitatori. Far conoscere questi luoghi unici, che sono Patrimonio UNESCO, non è solo promozione turistica, è educazione alla bellezza e alla responsabilità. Oggi abbiamo camminato in due siti patrimonio mondiale, un privilegio che dobbiamo tradurre in impegno per la conservazione”. Il percorso si è snodato attraverso scenari di rara bellezza, toccando due delle aree che valsero al Gargano il riconoscimento UNESCO come parte delle “Faggete Vetuste”. Qui, ogni albero patriarcha racconta una storia di resilienza: ceppi cavi che sono micro-habitat per innumerevoli specie, radici possenti che sfidano la roccia, chiome che hanno visto mutare il clima e il paesaggio. Ida d’Errico ha saputo illustrare come in una foresta sana tutto sia connesso, in un equilibrio perfetto e delicato: dai muschi e licheni, pionieri della vita, ai funghi decompositori, agli insetti impollinatori, fino ai grandi mammiferi. Un messaggio potente di interdipendenza, dove ogni essere, per quanto piccolo, ha un ruolo indispensabile. La conclusione della giornata ha visto i partecipanti fare ritorno ai propri veicoli non con l’espressione stanca di chi ha compiuto uno sforzo, ma con gli occhi carichi di quella “meraviglia” di cui parlano le cronache naturalistiche. In tasca non avevano souvenir di plastica, ma immagini mentali di luce filtrata, sensazioni tattili di corteccia rugosa, e una rinnovata consapevolezza. L’escursione ha dimostrato che quando l’educazione ambientale abbandona i toni accademici o allarmistici e si fa esperienza poetica e coinvolgente, il messaggio non solo arriva, ma si fa strada nel cuore. È l’approccio giusto per costruire una comunità di cittadini consapevoli, pronti a custodire, passo dopo passo, gioco dopo gioco, gli inestimabili patriarchi verdi del Gargano e il loro fragile, magnifico regno.


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