Il Gargano Nord tra dieci anni: più bello, più vuoto
Non è un articolo di dati.
È una cartolina dal futuro, se i giovani continuano a partire come negli ultimi dieci anni.
Immagina di tornare nel Gargano Nord nel 2036.
Vico del Gargano: arrivi da San Severo. La strada per Vico è perfetta, nuova. Ma non incroci nessuno.
Ischitella: ha le persiane chiuse anche a luglio, tranne le due settimane di Ferragosto quando tornano i figli emigrati a Londra.
Cagnano Varano e Carpino: i paesi dell'interno, sembrano ancora più belli, di pietra, silenziosi. Troppo silenziosi.
Cosa è successo?
Se il trend dell'ultimo decennio continua, e sta continuando, tra il 2026 e il 2036 il Gargano Nord perde circa un giovane su quattro. Non perché muoiono. Perché fanno la valigia. Vanno a Bologna a studiare e non tornano. Vanno a fare i camerieri a Milano, gli infermieri in Germania, i programmatori a Berlino.
Il 2036 a Vieste e Peschici
Vieste avrà ancora i suoi 2 milioni di turisti. Ma non avrà più i viestani per servirli. I ristoranti sul mare saranno gestiti da stagionali che arrivano da Foggia e vanno via a settembre. Le case del centro storico saranno tutte B&B. Bello per le foto. Vuoto a novembre.
A Peschici e Rodi Garganico succederà lo stesso: d'estate il borgo è pieno, d'inverno è un presepe senza luci.
Chi tiene aperto il bar a Rodi a gennaio?
Chi ripara la barca? I ragazzi che lo facevano ora fanno lo stesso lavoro, ma a Rimini, dove lo stipendio è doppio.
Il 2036 nell'interno: Vico, Ischitella, Cagnano, Carpino
Qui il turismo non salva. Qui la vera emergenza è un'altra.
A Vico del Gargano il Punto di Primo Intervento non chiude per mancanza di pazienti. Chiude per mancanza di infermieri. L'ambulanza che oggi rischia già di fermarsi, nel 2036 farà un giro ogni due giorni. Se ti senti male a Carpino, l'ospedale più vicino è sempre Foggia, ma la strada è sempre la stessa, lunga e piena di curve.
Le scuole elementari di Ischitella e Cagnano saranno accorpate. Una pluriclasse per tre paesi. Non perché mancano i maestri. Perché mancano i bambini.
I terreni? La Foresta Umbra sarà ancora lì, magnifica. Ma gli uliveti intorno a Carpino, quelli dei limoni di Rodi, quelli di Vico, saranno incolti. Nessuno li raccoglie più. I nonni non ce la fanno, i nipoti sono a Manchester.
Il 2036: il paradosso
Il Gargano Nord nel 2036 sarà più bello che mai per chi lo visita. Meno cemento, meno macchine, più natura selvaggia. Sarà un parco perfetto.
Ma sarà un parco senza custodi.
Le case costeranno pochissimo per chi le compra da fuori, tantissimo per chi ci vuole vivere tutto l'anno perché non c'è lavoro. Le feste patronali avranno le luminarie pagate dagli emigrati che tornano per una settimana. E poi di nuovo silenzio. Non è fantascienza. È quello che succede già quando chiudi casa a Cagnano Varano, a Ischitella, a Vico del Gargano e vai via.
Tra dieci anni la domanda non sarà più "perché i giovani se ne vanno?»
Sarà: "chi resta ad accendere la luce, la sera, sul Gargano Nord?»
Valeria d.F.






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