L'estate sul Gargano: oltre la lamentela, il tempo della responsabilità
- Michele Lauriola
- 58 minuti fa
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La aspettiamo tutto l’anno. La sogniamo nei lunghi mesi invernali, quando le nostre piazze si svuotano e il ritmo rallenta. Poi, finalmente, la bella stagione arriva. Per il nostro territorio, per Vico e per l'intero Gargano, questi non sono solo mesi di sole e vacanza, sono i più importanti dell’anno. È il momento in cui si concentra il motore della nostra economia, la vetrina in cui mostriamo al mondo la nostra identità, la nostra bellezza e la nostra accoglienza. Un ingranaggio complesso che richiede mesi di preparazione, lavoro silenzioso, investimenti e sacrifici. Proprio perché la posta in gioco è altissima, non possiamo permetterci di essere semplici spettatori. Troppo spesso, con l’arrivo dei primi flussi turistici, si attiva parallelamente la macchina della critica sterile. Intendiamoci. le critiche costruttive sono il sale della democrazia e della crescita. Sappiamo tutti benissimo quali siano i punti deboli che ci portiamo dietro da anni. Sappiamo che la sanità territoriale soffre di carenze croniche che pesano su residenti e visitatori; sappiamo che il sistema dei trasporti è spesso inadeguato, inefficiente e distante dagli standard che un distretto turistico moderno meriterebbe. Negare queste evidenze sarebbe da ipocriti. Ma la domanda da porsi, oggi, è un'altra. Lanciare invettive e denunce nel pieno della stagione estiva, a cosa serve davvero? Giova al territorio o finisce solo per danneggiarne l’immagine, penalizzando il lavoro di chi investe? La verità è che la stagione si difende e si valorizza adesso, insieme. È il momento di uno sforzo collettivo. Ognuno di noi, dal singolo cittadino al commerciante, dall'amministratore all'operatore turistico, è chiamato a fare la propria parte. Il decoro urbano, la pulizia, il rispetto dell’ambiente non sono solo doveri di chi comanda, sono gesti quotidiani di civiltà che appartengono a ciascuno di noi. Accogliere un turista con un sorriso, mantenere pulito l'angolo davanti alla propria porta, collaborare anziché ostacolare sono i veri biglietti da visita di una comunità matura. Smettere i panni dei lamentosi cronici non significa essere ciechi, ma essere responsabili. Le carenze strutturali si affrontano, si programmano e si combattono nei tavoli istituzionali durante tutto l'anno. Ora è il tempo dell'orgoglio e dell'azione. Facciamo parlare la parte migliore del nostro territorio. Per criticare c’è l'inverno, per costruire il nostro futuro, c'è questa estate.

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