L'isola galleggiante...
A guardarlo dalla carta geografica, il Gargano sembra uno sperone pronto a tuffarsi nel mare. A viverci tutti i giorni, assomiglia piuttosto a un’isola galleggiante, magnificamente isolata dal resto del mondo e meravigliosamente esperta nell’arte di sopravvivere a sé stessa. Tra trattori di traverso sulle statali e faldoni ministeriali sulla tanto temuta Autonomia Differenziata, il promontorio vive un’ennesima stagione di passione. Ma se le proteste di agricoltori, autotrasportatori e pescatori tra la SS16 e l'A14 hanno dimostrato che il territorio sa far sentire la propria voce quando il portafoglio piange, la quotidianità dei cittadini continua a scontrarsi con problemi vecchi di decenni. Prendiamo la sanità. La piaga delle liste d’attesa non è certo un’invenzione di oggi, e nemmeno gli accorati appelli del presidente Decaro a inizio mandato sembrano aver compiuto la magia. La sensazione, per gli abitanti del Gargano, è che per prenotare una visita specialistica non serva soltanto la prescrizione del medico di base, ma anche la benedizione di San Michele Arcangelo e un pizzico di longevità garantita. Se a questo scenario già precario aggiungiamo lo spauracchio della riforma Calderoli, il rischio è che curarsi al Sud diventi presto un bene di lusso. L’autonomia differenziata promette di far correre chi è già veloce; da queste parti, però, ci accontenteremmo volentieri di un'ambulanza che arrivi in tempo.
Poi c’è il capitolo «Infrastrutture e Trasporti».
La famosa Strada a Scorrimento Veloce del Gargano, il tratto Vico-Peschici-Vieste, vanta un primato unico: è "in fase di completamento" da così tanti anni da essere ormai diventata un reperto di archeologia stradale. Mentre altrove si discute di alta velocità e ponti sullo Stretto, sul Gargano Nord viaggiare significa ancora intraprendere un’epica traversata su pendenze e tornanti che mettono a dura prova ammortizzatori e pazienza. Infine, il lavoro e lo spopolamento. Se l'agricoltura e la pesca affogano tra costi del carburante alle stelle e concorrenza estera a basso costo, i giovani continuano a fare le valigie. L'unica "filiera corta" che sembra funzionare a pieno ritmo è quella che collega le aule scolastiche locali alle stazioni ferroviarie in partenza per il Nord. Al di là dei facili slogan politici e dei cori da tifoseria tra Bari e Roma, la realtà del Gargano non chiede miracoli né trattamenti di favore. Chiede semplicemente di non essere considerata un'area interna "a perdere". Perché se l'autonomia deve significare che ognuno si salvi da solo, sarebbe almeno cortese fornirci prima le strade per scappare o un ospedale per farci curare.
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