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Piccoli Comuni, dal vincolo alla visione: il Gargano protagonista agli Stati Generali di Roma

Due giornate intense di confronto, visione e prospettiva hanno animato il 19 e 20 febbraio 2026 il Centro Congressi “La Nuvola” della Capitale, dove si sono svolti gli Stati Generali dei Piccoli Comuni. Un appuntamento che ha segnato un cambio di paradigma: “Comuni, addio all’obbligo: la nuova sfida è l’unione su misura”.


In rappresentanza del Comune di Rodi Garganico ha partecipato ai lavori la dott.ssa Valeria Maria Di Fine, dipendente della cittadina garganica, intervenuta nell’ambito del laboratorio tematico dedicato a “gestioni associate, unione di comuni e sistemi intercomunali”. Con lei anche la delegazione di ANCI Puglia, guidata dalla Team Manager regionale Caterina Mastrogiovanni, a testimonianza dell’attenzione dell’associazione verso le dinamiche di cooperazione tra enti locali.


Il messaggio emerso con forza è chiaro: archiviata la stagione dell’associazionismo “per forza”, segnata da obblighi normativi spesso disattesi o applicati in modo meramente formale, si apre una fase nuova. L’abrogazione dell’obbligo di gestione associata non equivale a un “liberi tutti”, ma rappresenta l’opportunità di costruire alleanze territoriali fondate su obiettivi concreti e misurabili.


Il nuovo manifesto per la governance locale rifiuta il modello unico calato dall’alto e punta su un approccio orientato ai risultati. Non conta soltanto il risparmio economico – che, come evidenziato nel report, produce effetti tangibili dopo 4-5 anni – ma soprattutto il miglioramento della qualità dei servizi e la capacità di attrarre risorse e investimenti.


Cinque le direttrici del cambiamento individuate: incentivi selettivi per chi associa funzioni critiche come personale, appalti, protezione civile e innovazione digitale; sblocco dei vincoli sul personale per consentire alle Unioni di assumere figure specialistiche; superamento della frammentazione istituzionale attraverso una “geografia intelligente” coerente con i distretti reali; durata indeterminata delle Unioni per garantire stabilità; maggiore tutela e riconoscimento delle responsabilità degli amministratori coinvolti.

Con la sua partecipazione, la dott.ssa Di Fine ha portato all’attenzione dei presenti la proposta della “Città Gargano”, un progetto di gestione associata che coinvolge i Comuni di Rodi Garganico, Vico del Gargano, Peschici, Ischitella, Carpino e Cagnano Varano. Un’area omogenea sotto il profilo territoriale, economico e culturale, accomunata da criticità strutturali ma anche da forti potenzialità turistiche e ambientali.


«Per i piccoli comuni del Gargano – ha sottolineato – l’unione non deve essere un rimedio emergenziale, ma una scelta strategica per rafforzare la macchina amministrativa e programmare lo sviluppo». Tra gli obiettivi del progetto: gestione condivisa del personale, centralizzazione delle procedure di gara, potenziamento della protezione civile in un territorio fragile, transizione digitale e pianificazione integrata delle politiche turistiche e ambientali."


"La partecipazione agli Stati Generali, ha spiegato, nasce dall’esigenza di confrontarsi con esperienze nazionali e di contribuire alla costruzione di un modello stabile, trasparente e orientato alla creazione di “valore pubblico”. Fondamentale, in questa prospettiva, la proposta di istituire un Osservatorio Nazionale capace di monitorare i risultati e diffondere le buone pratiche, rafforzando la fiducia dei cittadini."


Anche la delegazione di ANCI Puglia ha ribadito la necessità di accompagnare i territori in percorsi di cooperazione consapevole, superando la logica dei finanziamenti a pioggia e premiando le esperienze realmente capaci di innovare.


Il Gargano, cuore pulsante ma fragile della Capitanata, guarda così a un futuro di rete e collaborazione. In un’Italia fatta di borghi e comunità locali, l’associazionismo non è più un obbligo da adempiere, ma un’officina di sviluppo e coesione. E la “Città Gargano” potrebbe rappresentare un laboratorio concreto di questa nuova stagione.



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