Protesta degli olivicoltori garganici: serpentone di trattori in marcia
Un lungo corteo composto da una cinquantina di trattori si è messo in viaggio da Carpino con destinazione il casello autostradale di Poggio Imperiale, sulla A14. Percorrendo la Strada Statale 893 (Superstrada del Gargano), i mezzi agricoli stanno dando vita a una nuova giornata di mobilitazione per denunciare il vertiginoso aumento del prezzo dei carburanti e l'impennata dei costi produttivi, fattori che stanno mettendo in ginocchio uno dei pilastri dell'economia locale: il comparto olivicolo.
La protesta vede in prima fila i produttori d'olio, tra le categorie più duramente colpite dall'attuale congiuntura economica e già protagonisti di diverse azioni dimostrative nelle ultime ventiquattr'ore.
A dar voce al disagio del territorio è Guido Cusmai, esponente dell'associazione Orgoglio Olivicolo:
«La mobilitazione vede la partecipazione unanime dei coltivatori di tutta la penisola garganica. Soltanto ieri avevamo portato le nostre istanze a Bari per accendere i riflettori su un comparto ormai al limite del collasso. Oggi, insieme al Comitato Olivicolo del Gargano – che unisce le realtà di Carpino, Cagnano Varano, Vieste e di diverse altre municipalità vicine – stiamo convergendo verso Poggio Imperiale per dar vita a un presidio pacifico nei pressi dello snodo autostradale. Non si tratta di una protesta improvvisata: è da mesi, già dallo scorso maggio, che lanciamo appelli inascoltati e chiediamo un intervento concreto alle istituzioni e alla politica».
L'iniziativa odierna punta a richiamare l'attenzione delle autorità regionali e nazionali sulla gravità di una crisi finanziaria e strutturale che minaccia di soffocare l'intera filiera agricola garganica.





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