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Radici da salvare: una chiamata alle armi per i nostri giovani

6 minuti fa
Tempo di lettura: 2 min

di Michele Lauriola


«L’ignoranza è un carcere».

Le parole di quel professore di filosofia evocato da Corrado Augias mi tornano in mente come un colpo di campana. Le statistiche ci dicono che solo un ragazzo su venti riesce a comprendere davvero ciò che legge, quindi un paese che non capisce è un paese fragile, pronto al declino.

La vera libertà richiede studio, applicazione e sacrificio.

Scavalcare il muro dell’ignoranza e armarsi degli strumenti necessari per leggere il presente, vuol dire anche costruire un futuro laddove sembra non essercene uno.

Il vero dramma dei nostri territori, e in particolare dei nostri piccoli comuni e delle aree interne, oltre alla mancanza di risorse, è perdita dei nostri giovani.

Lo spopolamento sta prosciugando l'anima dei paesi.

Eppure, la risposta non può essere la rassegnazione, né l'attesa passiva di un miracolo dall'alto. Se vogliamo davvero salvare le nostre comunità, dobbiamo darci da fare per creare le condizioni per viverci e lavorarci.

Come fare? Serve una visione concreta e un’azione collettiva.

Dobbiamo trasformare le scuole locali in fucine di competenze moderne. Non solo teoria, ma valorizzazione dell'artigianato digitale, della tutela ambientale, del turismo culturale e delle nuove professioni green e tecnologiche.

Servono politiche coraggiose.

Defiscalizzazione per i giovani che aprono un’attività nei piccoli centri, spazi di co-working pubblici con connessioni veloci e servizi essenziali garanzia di qualità (dalla sanità ai trasporti).

I giovani devono potersi unire in cooperative di comunità per gestire beni pubblici in disuso, rilanciare prodotti tipici e creare filiere d'eccellenza.

Ai giovani voglio dire questo: studiate, approfondite, siate esigenti con voi stessi.

Lo studio è la cifra precisa della vostra evasione verso la libertà.

Ricordate il film Papillon con Steve McQueen e Dustin Hoffman? Non ho pensato ai temi forti trattati, nè alle condizioni dei carcerati. Ho solo ammirato la grande determinazione e testardaggine nel voler a tutti i costi conquistare la libertà.

Una volta fuori da quel "carcere", non andatevene via per sempre, usate la vostra intelligenza e la vostra energia per piantare nuove radici qui.

Non è facile, non è impossibile.

Chiudo con una citazione di Peter Drucker: "Il miglior modo per predire il futuro è crearlo".


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