Riceviamo e pubblichiamo: lettera in redazione
Spettabile Redazione,
scrivo queste righe non per alimentare polemiche sterili, ma come cittadino che vive quotidianamente le potenzialità e, purtroppo, le criticità del nostro territorio.
Il dibattito sulla sanità nel Gargano settentrionale tocca un nervo scoperto che riguarda la qualità della nostra vita, la sicurezza di chi abita qui tutto l'anno e l'accoglienza che dobbiamo a migliaia di turisti.
Vorremmo capire, innanzitutto, quali criteri abbiano escluso il Distretto 53 dai precedenti passaggi di attivazione delle Centrali Operative Territoriali (COT) finanziate con i fondi del PNRR. Si tratta di un tassello fondamentale per la continuità assistenziale, e i cittadini hanno il diritto di sapere come e quando questo vuoto verrà colmato.
Un altro nodo cruciale riguarda i presidi diagnostici locali, attualmente operativi solo a orario ridotto (dal lunedì al venerdì, dalle 7:30 alle 14:30) e penalizzati da carenze di copertura medica per la refertazione.
A questo si aggiunge un'assenza pesante: la TAC, un tempo attiva nella nostra struttura, di cui oggi si avverte drammaticamente la mancanza. Chiediamo alle istituzioni competenti di fare chiarezza sui tempi e sulle modalità per il ripristino e l'ammodernamento della diagnostica per immagini, evitando così ai pazienti continui e faticosi viaggi verso altri centri.
Allo stesso modo, guardiamo alle risorse professionali già presenti (penso alla figura strategica dell'anestesista) domandandoci perché non vengano pienamente valorizzate all'interno di un percorso di potenziamento che includa la diagnostica avanzata con mezzo di contrasto e la chirurgia ambulatoriale.
L'obiettivo a cui guardiamo con speranza è la trasformazione di Vico del Gargano in un centro HUB operativo h12, sette giorni su sette, affiancato dall'implementazione di una RSA pubblica, di un hospice per le cure palliative e di ambulatori specialistici con orari più flessibili, accessibili anche nel pomeriggio.
La nostra comunità non chiede privilegi, ma pari dignità di cura. Ci auguriamo che da parte di chi di competenza arrivino presto risposte trasparenti e, soprattutto, impegni concreti per costruire una sanità di prossimità moderna ed efficiente.
In ultimo una preghiera: giovani medici e infermieri, accettate di lavorare sul Gargano!
Vi ringrazio per l'attenzione e per lo spazio che vorrete dedicare a queste riflessioni.
Lettera firmata





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