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San Michele Arcangelo invocato protettore dei terremoti

Le corrispondenze giornaliere della Nunziatura di Napoli con la Segreteria di Stato dei pontefici romani, sono ricche di notizie inedite e particolari minuti, che rivelano eventi storici, fatti straordinari e curiosità spicciole.

Il 5 giugno 1688, sabato vigilia di Pentecoste un evento di natura straordinaria interessava il regno di Napoli. Una scossa tellurica del settimo - ottavo grado della scala Mercalli-Cancani-Sierberg, fu avvertita dalle popolazioni del Sannio, con epicentro Cerreto Sannita, Civitella Licinio e Guardia Saframonti. Il terremoto rase a suolo molti paesi e fu avvertita in molte altre località della Campania, Molise e Puglia. In un primo momento si parlò di terremoto napoletano e solo tre giorni dopo si ebbero notizie più dettagliate su un evento che procurò circa diecimila morti.

Dall’immaginazione collettiva, la calamità fu subito attribuita ai molti peccati del popolo ed anche all’accanito vizio del gioco del lotto dal quale il governo vicereale traeva copiose entrate; per farla breve fu ritenuto un flagellum dei.

La benevolenza del papa per il tramite del cardinale Alderano Cybo-Malaspina, in continuo contatto con il Nunzio di Napoli Giovanni Muti Papazzurri, non abbandonò le anime di quelle popolazioni e generosamente fecero arrivare i benefici della carità, assegnando la notevole cirfra di 52.000 ducati ai poveri dei territori disastrati dallo spaventoso terremoto.

Fin qui la cronaca, mancando un sistema di prevenzione e la protezione civile del mondo moderno, gli Eletti e i Deputati della città di Napoli, anch’essa colpita dal terremoto del 5 giugno, deliberarono di affidare la Città e l’intero Regno di Napoli a San Michele Arcangelo eleggendolo Patrono e Protettore.

Ill.mo e Rev.mo Sig.re

Gli Eletti e Deputati della dilettissima Città di Napoli dicono à V. E Ill.ma come ad istanza d’essi esponenti dalla S. Ccongregatione de Riti sta approbata, e confirmata la Padronanza di S. Michele Arcangelo di questà Città e Regno, e perché si hanno da fare partecipi tutti li Arcivescovi e Vescovi di questo Regno. Però supplicano V.S. Ill.ma in esecutione del decreto di detta S. Congregatione con sue lettere circolari far partecipi detti Arcivescovi e Vescovi”[i].

Lo scambio di corrispondenza tra il 23 ottobre e il 2 novembre 1688, ci rivela come la sensibilità dei pubblici amministratori dell’epoca e la necessità di proteggere i luoghi e le persone, orientano la scelta di fede nell’affidarsi alla protezione Divina, e in particolare di San Michele Arcangelo venerato nel Santuario del monte Gargano.

La Sacra Congregazione dei Riti, approvò la richiesta con decreto del il 13 ottobre del 168, successivamente portato a conoscenza di tutte le Diocesi del regno, come scriveva il Nunzio di Napoli.

Nicola Parisi

[i] A.A.V. Segreteria di Stato Napoli vol. 104 ff. 299-301, 336



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