Arance, olio e vino di Vico al Papa...


Anche il papa Benedetto XV (1854-1922) ha avuto il piacere di gustare le arance prodotte da secoli, sotto la protezione di San Valentino prete e martire, dai diffusi agrumeti della nostra terra. Di questa circostanza si trova nota nei documenti dell’Archivio Segreto Vaticano nel fondo Segreteria di Stato.

Nella notte tra il 25 e il 26 ottobre 1916 la chiesa del Carmine subì un disastroso incendio nel quale andò distrutta l’antica tela della Beata Vergine del Carmelo. I sodali della Venerabile Confraternita dei Carmelitani Scalzi si adoperarono per il restauro della chiesa e fra le diverse iniziative intraprese, inoltrarono istanza al Santo Padre al fine di ricevere un sussidio, necessario a coprire le spese per i lavori della ricostruzione.

Il priore dell’epoca Vincenzo di Lalla, in data 1 febbraio 1917, recò inoltre, per il tramite della Segreteria di Stato una supplica al Sommo Pontefice con la quale chiese un sussidio essenziale per eseguire i lavori .

Nel carteggio rinvenuto, si trovano alcune lettere che attestano appunto l’invio di una cassa di agrumi e il gradimento del dono da parte di Benedetto XV.

Confraternita dei Carmelitani Scalzi, Vico del Gargano 23.2.1917[1]

F. 35

A sua Eminenza il Cardinale Gasparri Segretario di Sua Santità

Roma

Eminenza,

Umiliando ai piedi del Santo Padre, per mezzo della benevolenza di Vostra Eminenza, i nostri omaggi di incrollabile attaccamento filiale, noi porgiamo rispettosamente preghiera a V. E. perché voglia comunicare al Sovrano Pontefice che la Confraternita dei Carmelitani Scalzi ha spedito una cassa di agrumi, che sua Santità si degnerà gradirla.

Facciamo voti che nel prossimo maggio ne spediremo altre più di squisita qualità.

Con l'omaggio della mia sincera venerazione ho l'onore di esser suo obbediente devoto servitore di V. E.

Il Priore della V. Conf. dei Carmelitani Scalzi di Vico del Gargano

Vincenzo di Lalla

Visto per la legalità della firma Antonio Pontillo Parroco dei SS. Apostoli Pietro e Paolo (con timbro della parrocchia).


F. 37 minuta

Sig. Vincenzo di Lalla

Priore della Venerabile Confraternita dei Carmelitani Scalzi, Vico del Gargano,

19 marzo 1917

Aderendo volentieri al desiderio espressomi dalla S. V. col foglio del 23 febbraio, mi sono dato premura di informare Sua Santità dell'invio di una cassa d'agrumi che Ella a nome e per incarico dei confratelli di codesto Venerabile Sodalizio ha voluto offrirLe in omaggio. L'Augusto Pontefice ha ricevuto con paterno gradimento siffatto attestato di venerazione, e mentre ne ringrazia per mio mezzo V. S. ed i singoli membri del pio Sodalizio, tutti conforta dell'Apostolica Benedizione.

Con sensi di venerabile stima…



Confraternita dei Carmelitani Scalzi, Vico del Gargano Vico del Gargano, 1 aprile 1917[2]

A sua Eminenza il Cardinale Pietro Gasparri

Segretario di Sua Santità – Roma

F. 160-161

In risposta alla pregiatissima vostra del 19.3. c.a. n. 28201 la Confraternita dei Carmelitani Scalzi, ringrazia vivamente V.E. del favore che ci ha fatto col presentare al nostro Sommo Pontefice la cassa di agrumi la quale sua Santità ha accettato con gradimento di filiale amore.

La Confraternita in omaggio a simil rispettoso filiale amore, si pregia inviarle due cassette contenendo otto bottiglie ciascuna, cinque di vino e tre di moscato. Una cassetta la prenda in dono V.E. e la gradirà a nostra salute e l’altra la presenterà a Sua Santità in segno di filiale amore e attaccamento alla Santa Sede.

Tutto il vino come il moscato, sono cosucce squisite del nostro paese perciò ne facciamo simil dono: perciò piacendo a Dio le faremo gustare in avvenire cose speciali che la nostra terra produce. Eminenza in occasione del presente mi rende fortunato ricordarLe come il 1 febbraio c.a., la Confraternita fece una supplica a S.S., cioè di voler elargire qualche cosetta per l’incendio avvenuto nella nostra Chiesa arrecando danno, fin d’ora nulla abbiamo eseguito.

Preghiamo umilmente V.E. di voler ricordare a Sua Santità tale supplica, perché teniamo la chiesa rovinata in modo indecentissimo, avendo principiato i lavori e benché il popolo a concorso con tutte le sue forze, pure attese queste stagioni critiche non siamo arrivati …

Fiduciosi di essere esauditi, giusto a ciò che abbiamo esposto La ringraziamo sentitamente.

Con l’omaggio della mia sincera venerazione ho l’onore di esser suo obbediente e devoto servitore di V.E..

Vincenzo di Lalla Priore della Venerabile Confraternita dei Carmelitani Scalzi di Vico del Gargano,

Visto per la legalità della firma. Il Parroco dei SS. Apostoli Pietro e Paolo, Antonio Puntillo.

Nota a margine: Il S. Padre aveva assegnato per questa istanza 500 £ire, vista la precedente istanza aveva concesso 1000£ire … scrivere a Mons. Gagliardi”.



Il disastroso incendio aveva arrecato gravi danni, come si evince dalla lettera, e la popolazione non era in condizione di provvedere ai lavori di riparazione sostenendone la spesa “avendo principiato i lavori e benché il popolo a concorso con tutte le sue forze, pure attese queste stagioni critiche”. Siamo nel 1917, in pieno conflitto mondiale, e le famiglie italiane sono esauste degli sforzi economici ed umani, che le particolari circostanze impongono.

La paterna bontà del papa, Benedetto XV, verrà in soccorso, pur nella difficoltà del momento che vede impegnata la carità del Papa nel far fronte ai bisogni insorti a causa dei terremoti di Messina-Reggio Calabria (1908) e di Avezzano (1915) nonché per le necessità create dalla guerra che imperversava funestamene. (Nicola Parisi)


[1]A.A.V. Segr. Stato 1917 R. 1D Fasc. 19, foglio 35 – 37 protocollo 28201 Cassa di agrumi per il S. Padre. [2]A.A.V. Segr. Stato 1917 R. 52 Fasc.9, Foglio 160-162.


Foto di Valerio Agricola

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