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Area Marina Protetta di Isole Tremiti: da Ispra € 1.597.085,56

Area Marina Protetta di Isole Tremiti: da Ispra € 1.597.085,56 per la proposta progettuale presentata dal Parco nazionale del Gargano.

L'Ente parco, inoltre, nella stagione estiva appena conclusa, ha reso operative nel trasbordo degli utenti del campo boe le barche elettriche acquistate grazie all'aggiudicazione delle risorse (€ 141.040,43) derivanti da un bando del MASE.

L'Ente parco nazionale del Gargano ha sottoscritto l'accordo con ISPRA (Istituto Superiore per la Ricerca Ambientale) per la realizzazione di una proposta progettuale elaborata dagli uffici dell'Ente parco e candidata a finanziamento lo scorso febbraio.

La proposta, oggetto di successiva istruttoria da parte di ISPRA con esito estremamente positivo, ha consentito di ottenere un importante finanziamento - tra i più alti assegnati alle Aree Marine Protette - pari a € 1.597.085,56.

Il progetto elaborato dall'Ente parco riguarda l'installazione di due nuovi campi ormeggi alle Isole Tremiti, la cui realizzazione è finalizzata a ridurre gli impatti negativi dell'ancoraggio delle unità da diporto sugli habitat sensibili (praterie di Posidonia oceanica, coralligeno, etc.) oltre che ad assicurare una più ordinata fruizione dell'Area marina protetta Isole Tremiti.

I due campi saranno realizzati uno di fronte alla costa ad Est dell'Isola di Capraia e l'altro, di dimensioni più ridotte, nei pressi della spiaggia dei Pagliai.

L'Ente parco nazionale del Gargano inoltre, rispondendo utilmente all'invito della Direzione Generale per il Mare e le Coste a presentare proposte progettuali per la realizzazione di interventi finalizzati alla mitigazione e all'adattamento ai cambiamenti climatici, ha ottenuto per l'Area marina protetta di Isole Tremiti un finanziamento pari a € 141.040,43 vincolato all'acquisto di mezzi elettrici.

Dette risorse sono state utilizzate per l'acquisto di due unità da diporto a propulsione elettrica entrate in servizio alle Isole Tremiti, nel campo boe dell'Ente parco nazionale del Gargano, a supporto delle attività di assistenza e trasbordo degli utenti che consentono l'azzeramento di emissioni di CO2 e chiudono il cerchio dei servizi ai diportisti.

Sin dal suo insediamento, il Presidente Pasquale Pazienza ha proceduto a riorganizzare completamente la gestione del Campo boe nell'AMP di Isole Tremiti, fino a quel momento svolta in assenza del pieno rispetto delle regole e che determinava una costante e significativa perdita economica.

La riorganizzazione del Campo boe ha permesso di introitare utili per circa 60mila euro l'anno, trasformando quello che era un costo secco e costante per il Parco nazionale del Gargano in una fonte di guadagno per le casse dell'Ente.

"La riorganizzazione del campo boe era un obiettivo necessario, oltre che per migliorare il contrasto agli ancoraggi irregolari tanto dannosi al fondale marino, per affermare il rispetto delle regole nella sua gestione. Il finanziamento ottenuto da ISPRA con fondi PNRR ci consentirà di ampliare significativamente il Campo boe, di migliorarne gli aspetti organizzativo-gestionali e di meglio tutelare il fondale marino. Non a caso, questo intervento rappresenta uno dei principali tasselli delle progettualità che questo Ente sta portando avanti a Tremiti. Inoltre, grazie all'aggiudicazione di un finanziamento del MASE, vincolato all'acquisto di mezzi elettrici, il Parco ha reso operative nell'AMP, già da questa stagione estiva appena conclusa, due barche elettriche che permettono di assicurare un servizio di trasbordo a terra dell'utenza del campo boe mentre si assicura un minore impatto ambientale di questo specifico tipo di operatività", ha affermato il Presidente Pazienza.

Il finanziamento ISPRA rientra nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) Missione 2 che riguarda la rivoluzione verde e la transizione ecologica nello specifico l'Investimento 3.5 "Ripristino e la tutela dei fondali e degli habitat marini" e prevede azioni su vasta scala per il ripristino e la tutela dei fondali e degli habitat marini, finalizzate al tentativo di invertire l'attuale tendenza al degrado di tali ecosistemi.



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