Garganici Illustri - Mons. Domenico Giordani Vescovo di Teano

Garganici Illustri - Mons. Domenico Giordani Vescovo di Teano

a cura di Nicola Parisi


Il 29 novembre 1749 Domenico Giordani presbitero sipontino Archidiacono della Basilica di San Michele Arcangelo, fu nominato vescovo Teano in Terra di Lavoro. La Diocesi, suffraganea dell’arcivescovo di Capua, era vacante del suo Pastore a seguito della morte dell’ultimo vescovo, Mons. Angelo Longo deceduto fuori residenza, a Napoli il 19 ottobre dello stesso anno.

Teano era una cittadina di 300 famiglie e 2000 anime con la chiesa Cattedrale dedicata a san Giovanni Evangelista; vi erano due Collegiate e cinque parrocchie, un convento di Frati Minori Conventuali, due monasteri di monache; fuori città un convento di Riformati di S. Francesco e uno di Cappuccini. Vi erano anche diverse compagnie di laici e lo Spedale, mentre mancava il Monte di Pietà. L’intera diocesi si estendeva per quindici miglia con 18 luoghi e 14 casali.

Domenico Giordani nasceva dall’ill.mo D. Michele Giordani e D. Giovanna Tontoli, coniugi della Città di Monte Sant’Angelo il 17 febbraio mille settecento la mattina alle ore 10 e mezze. Fu battezzato il diciotto, giorno seguente, dall’Arciprete Garganico D. Gio: del Nobilee al bambino fu dato il nome Domenico. Il compare di battesimo era D. Michelantonio Gambadoro della città di Montesantangelo figlio di D. Giuseppe Gambadoro e di D. Angela Iapiri della Terra di S. Giovanni Rotondo. La comare la sig.ra D. Lilla Bramante di detta Terra di S. Giovanni figlia di D. Enmanuele e D. Elena Tortorella della Terra di S. Giovanni Rotondo.

Avviato agli studi ecclesiastici, fu ordinato sacerdote da mons. Pietro Savastano Vescovo di Stabia, nell’episcopio Stabiese l’8 aprile 1725 domenica in Albis; frequentò gli studi giuridici presso l’Archiginnasio della Sapienza di Roma, dove fu decorato del grado di dottore dell’una e dell’altra legge -utroque jure-, l’8 febbraio 1732.

Per le sue qualità dall’Arcivescovo di Napoli, il Cardinale Giuseppe Spinelli, fu proposto per incarichi di Curia e nel 1739 D. Domenico Giordani, si trova quale Uditore al servizio di Mons. Martino Ignazio Caracciolo dei duchi di Martina, allora ponente di Consulta. Nella sua permanenza romana, frequenta come accademico la Congregazione de PP. Pii Operai. Nel 1746 al seguito di Mons. Caracciolo ricopre l’incarico di Uditore presso la Nunziatura di Venezia. Dotato d’ingegno e particolarmente preparato nel diritto civile e canonico, possedeva tutte le qualità necessarie per collaborare con il nunzio, sulle materie di concordato (che portarono alla soppressione del Patriarcato di Aquileia nel 1753).

Fra le testimonianze raccolte in occasione della sua nomina episcopale, Prospero Petronio coadiutore bibliotecario del cardinale Silvio Valenti Gonzaga, (in quel tempo Segretario di Stato di Sua Santità Benedetto XIV) di lui riferiva: è stato Archidiacono della Chiesa di S. Michele Arcangelo di Manfredonia, Accademico di Liurgia della Congregazione eretta in S. Maria a Monti ditta de PP. Pii Operai, e Uditore di Mons. Caracciolo al presente Nuncio Apostolico in Venezia*.

Domenico Giordani ordinato vescovo l’8 dicembre 1749 dall’arcivescovo di Tarso Ferdinando Maria Rossi, zelante pastore dedicò molte cure rivolgendo il suo impegno nell’edificazione del popolo e del clero. Grande attenzione prestò all’insegnamento della dottrina cristiana a tutta la popolazione, emanando apposito decreto, legando al buon esito di quest’opera l’assegnazione di due doti che, annualmente ogni anno erano concesse alle zitelle della città. Durante il suo ministero favorì la permanenza di una casa di Missionari (affidata con ogni probabilità alla Congregazione de PP. Pii Operai), che volle a sostegno della predicazione da lui esercitata personalmente.

E’ ricordato per l'accurata Visita Pastorale che portò a termine nella sua diocesi nel 1753. Per ogni chiesa e cappella raccolse notizie orali, ricercò documenti negli archivi e ne estrasse copia autentica, che fece legare in un grosso volume, come Appendice della Santa Visita. Con impegno intraprese a scrivere una storia della Diocesi di Teano e delle sue chiese, portando a termine un solo volume riguardante le chiese della Città “ Visitatio Ecclesiae aliorumque piorum locorum Civitatis Theanensis, peracta, anno MDCCLIII”, nel quale traccio la storia dalle origini fino ai suoi tempi.

Rassegnò le dimissioni della Diocesi di Teano il 7 luglio 1755, in seguito fu Arcivescovo di Nicomedia (4 agosto 1755 - 1766), e Patriarca titolare di Antiochia dei Latini (22 dicembre 1766-1781), ebbe a ricoprire anche la carica Consultore del Sant’Uffizi0 e di Vicereggente di Roma fra il 1759 e il 1773. Passo ad altra vita in Roma il 24 febbraio 1781; nella cattedrale di Teano il 13 maggio, il Capitolo e la città celebravano un pomposo funerale accompagnato dall’orazione funebre composta dal canonico Angelo Lanfredi.

Mons. Domenico Giordani possedeva una grande preparazione culturale, giuridica e umanistica; durante la sua permanenza a Roma come accademico tenne diverse conferenze presso la Congregazione de PP. Pii Operai alla Madonna de Monti. Eruditissimo in lingua greca, è menzionato come esaminatore da Gennaro Sisti, docente di ebraico presso l’università di Napoli, "scriptor hebraicus" della Biblioteca Vaticana e custode della Biblioteca Innocenziana di Palazzo Doria Pamphili, nella sua opera Ragionamento preliminare alla Grammatica Greca.

*A.A.V. Dataria Ap., Processus Datariae vol.126 f. 311-323 ; M. Broccoli, Teano Sidicino Sacro antico e moderno, 1822

Nicola Parisi



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