Illustri Garganici - Mons. Antonio Tortorelli o.f.m. Vescovo di Trivento

Illustri Garganici - Mons. Antonio Tortorelli o.f.m. Vescovo di Trivento

a cura di Nicola Parisi


Mons. Antonio Tortorelli fu l’ultimo vescovo nominato a Trivento dalla Corona asburgica di Spagna. All’indomani della fine dell’età spagnola la nomina dei vescovi delle ventiquattro diocesi tornò alla Curia Romana. Dopo l’episcopato di Carlo Scaglia il quale, alla metà del XVII secolo, resse il governo della mensa vescovile per quattordici anni (1631-1645), si dovette aspettare la nomina di Antonio Tortorelli per garantire una presenza prolungata e stabile del vescovo in quella Diocesi.

Il 5 dicembre 1682, il Consiglio di Italia si riuniva per la nomina della diocesi triventina. Il mese prima da Napoli il marchese de Los Vélez aveva trasmesso una terna di nomi di regnicoli. La terna proposta in quest’occasione, vedeva al primo posto il francescano Antonio Tortorelli, seguito dal curato della parrocchia di S. Maria di Napoli Andrea di Pietro e Paolo e da Luigi de Filippis. Escludendo quest’ultimo il Consiglio anteponeva a tutti Luigi Perrini «religioso muy virtuoso docto y buen predicato». Il Re si pronunciava senza riserve in favore del primo candidato vicereale.

Giuseppe Tortorelli figlio di Donato Tortorelli e Annuccia Iapiro, era nato a San Giovanni Rotondo il 2 ottobre 1655, conosciuto come fra Antonio da San Giovanni Rotondo, nome con cui per altro è anche chiamato nelle consulte del Consiglio di Italia. Novizio nel convento francescano di S. Matteo in Lamis, divenne francescano con il nome di Antonio, vestendo l’abito dei Frati Minori Osservanti. Il 12 dicembre 1655 emise la professione di fede nelle mani di Fra Antonio da Campobasso allora Superiore della monastica Provincia di S. Angelo. Studiò Teologia e Filosofia, riportando il grado massimo, consentito nella religione francescana, di Lettore Giubilato, fu maestro negli studi Foggia, Aversa e Napoli. Padre Antonio già all’interno del suo Ordine aveva ricoperto cariche importanti e delicate, da Ministro Provinciale, Commissario generale, fino a partecipare al Capitolo generale di Toledo nel 1682. Nell’esercizio delle sue cariche emanò diversi decreti, dai quali traspare chiaramente tutto il suo zelante amore verso la regola e la povertà francescana.

Quale Visitatore, sua caratteristica nel visitare le diverse province francescane era il camminare a piedi, prediligeva insomma il “cavallo di San Francesco” e a piedi e in tutta riservatezza arrivò a Trivento nel 1684. Arrivò di notte, quando le porte della città erano già ben chiuse; chiese allora ospitalità presso il Convento dei Cappuccini, fuori dell’abitato, ma, non conosciuto, fu accolto molto freddamente e gli fu data, per passare la notte, una misera e squallida stanzetta. Di buon mattino si alzò, come prescrive la regola, ma trovò la cappella vuota e sporca; nell’attesa che si alzassero gli altri frati, si adoperò a spazzare i pavimenti e a far un po’ di ordine. Al padre guardiano fece la richiesta di avvertire il Capitolo della Cattedrale, dell’arrivo del nuovo Vescovo. Il superiore, vedendo alla sua presenza un semplice frate, non gli diede credito e solo dopo che alcune frasi delucidatorie, gli fecero capire che lo sconosciuto che gli era di fronte era proprio lui il nuovo Vescovo, gli chiese scusa per il comportamento diffidente e inospitale.

Nominato Vescovo di Trivento il 13 novembre 1684, Mons. Antonio Tortorelli, resse questa Chiesa locale in un periodo a cavallo tra la dominazione spagnola e quella borbonica, in cui il mezzogiorno d’Italia iniziò il suo rinascimento culturale. Rimase in Molise e resse tale cattedra fino alla sua morte, avvenuta il 10 gennaio 1715. Egli è stato tra i Vescovi di Trivento non solo uno dei più longevi, ma è anche ritenuto uno tra i più santi. Di questo dotto e santo Vescovo molte sono le cose meritevoli di essere ricordate: il grande Sinodo diocesano, l’abbellimento della Cattedrale con opere pregevoli, quali il coro dei canonici e i due altari dell’Addolorata e della Madonna della Mercede, tutti in legno dorato intarsiato purtroppo andati perduti.

Egli, ancora oggi è ricordato, nella città, come il Vescovo che, per amore, passione e dedizione alla sua sposa, la Chiesa di Trivento, e grazie al lungo episcopato, vi ha attuato in pienezza il Concilio di Trento, dando inizio al periodo di splendore più fulgido della storia di questa Chiesa locale.

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Oltre agli editti, l’azione riformatrice di Mons. Tortorelli si svolse con i decreti delle visite pastorali, ricchi di suggerimenti e indicazioni, in maniera molto puntuale e precisa, come nello stile del frate vescovo. Portò a compimento ben sette visite pastorali, di cui l’ultima nel 1706, che molto riportano sullo stato spirituale della diocesi trovata dal Tortorelli, non certo confortante. Attraverso le Relazioni ad Limina fa conoscere nel dettaglio l’organizzazione e le problematiche della Diocesi di Trivento dal 1686 al 1714, fornendo dati interessanti anche sulla popolazione, sul clero, sui monasteri e tutte le chiese, passando poi a presentare le problematiche di governo dell’epoca.

Di singolare importanza l’editto dell’1 giugno 1686, che annunciava il Primo Sinodo della Diocesi di Trivento, da celebrarsi il 28 luglio dello stesso anno, solennità dei Santi Patroni della Diocesi che si poté celebrare solo in ottobre.

Grazie all’impegno e all’opera, del suo vescovo Trivento ebbe eretto il suo Seminario, un ventennio dopo l'obbligo fattone dal Concilio di Trento. L’istituzione consolidata dal suo successore Mons. Alfonso Mariconda, beneficiava del sostegno economico del barone Giovanni D’Aflitto XIII conte di Trivento. Il vescovo Tortorelli, inoltre, si prodigò per l’istituzione di un secondo seminario vescovile anche ad Agnone.

Quella di Mons. Antonio Tortorelli, nel primo Settecento, fu una presenza vescovile e pastorale tangibile. Morì a Trivento il 10 gennaio 1715 e fu seppellito nella cattedrale, presso l’altare dell’Addolorata, dove è possibile ammirare il cinetaffio in un bel monumento marmoreo settecentesco.

A.A.V. Dataria Ap., Processus Datariae vol. 61 ff. 359-376

C. Ciccarelli, Storie locali nell’Abruzzo di età Moderna / (1504-1806) - Tesi. Università di Udine 2010/2011

V. Cocozza, Trivento e gli Austrias, Carriere episcopali, spazi sacri e territorio in una diocesi di Regio Patronato, Mediterranea Quaderni n. 34

E. Gallo, Antonio Tortorelli, un francescano riformatore sulla cattedra di San casto tra il seicento e il settecento, Volturina Edizioni, 2015



Nicola Parisi




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