In risposta a Valeria...
Leggo il bell’articolo di Valeria D. F. su Fuoriporta e sono attraversato da una fitta dolorosa mentre considero che tutto quanto elenca con grande lucidità e precisione descrittiva, risponde ad una tragica verità, la nostra!
Per noi garganici il verdetto sembra essere senz’appello, una sorte già segnata. É solo questione di tempo! Ma nel prendere atto di questa tragica realtà, la mente, il cuore, non possono fare a meno di prodursi in una serie di considerazioni che possano, in certo modo, costituire una possibile alternativa, senza pretesa alcuna, al compiersi di un destino che appare ineluttabile. E rifletto: senza dubbio, questa situazione è figlia di molteplici componenti, taluni dei quali affondano le proprie radici nel nostro modo di essere che, del resto, si è forgiato al fuoco di cocenti sconfitte, dí amarissimi tradimenti e schiavitú reiterate, ad opera dei soliti noti.
Ma questo, grazie a Dio, é il passato, acqua passata non màcina più mulino, recita un noto proverbio garganico!
Chi oggi si propone alla guida della Nave Gargano, lo fa con i problemi di oggi ma anche con gli strumenti che oggi sono a disposizione. Purtuttavia si nota nella nuova generazione di capitani, una maniera antica, direi piuttosto antiquata, di governare la nave.
È vero, la politica ha posto tutta una serie di ostacoli preposti a far si che tutto resti tale e quale e soprattutto che certe consorterie trovino non solo giustificazione ma siano legittimate a replicarsi come un cancro maligno,nel tempo. Ma qual’é l’imperativo categorico che deve pervadere l’animo del giovane capitano di oggi?
L’imperativo è fare poltiglia dei logori sistemi preposti solo a fare d’inciampo al procedere gioioso e sicuro della gioventù di domani! Ognuno di noi altro non è se non la proiezione di ciò che crede, e credere positivo significa richiamare su di sé l’intero universo! Fare della buona politica oggi, significa ribaltare la stessa politica intesa secondo i vecchi paradigmi.
Se ci siamo resi conto che questa è rimasta prigioniera di se stessa, dei nodi che essa stessa ha fatto, non possiamo più tirare a campare.
Si tratta di abbandonare gli ormai logori ormeggi e aprirsi al mare, a quel mare di opportunità che sono lì, pronte per noi, solo al saperle cogliere!
Questo vento nuovo deve gonfiare le vele della nostra nave!
Un vento positivo, un vento di speranza che può, che deve saperci muovere, nella melma della pigrizia , fatta talvolta di convenienza e dell’imobilismo figlio della paura!
La nostra bella Vico, per fare un discorso più strettamente nostro, aveva iniziato bene, con l’introduzione dell’ albergo diffuso patrocinato tecnicamente dall’autorevole schema proposto da Gae Aulenti.
Sennonché a questo impulso propositivo, non ha fatto seguito alcuna iniziativa che potesse coadiuvare e supportare il ripopolamento del nostro bellissimo borgo, non soltanto in chiave turistica ma anche come redistribuzione cittadina disseminandosi più equamente tra parte nuova e parte antica.
Così impegnati nel piangerci addosso, abbiamo dimenticato l’orgoglio dei nostri padri che, dopo buona semina, aspettavano maturassero i frutti, restando in laboriosa e ottimistica attesa, di un raccolto che non avrebbe deluso!
Non è un male innalzare lo sguardo e protendere le braccia in avanti, piuttosto che guardarsi le scarpe bagnate di lacrime inutili che non servono a nessuno!
Siamo figli della Magna Grecia, quale vicino migliore da prendere come esempio!
La Paideia greca che rafforza il cittadino nel corpo e nello spirito potrebbe esserci di sprone ad incentivare eventi sportivi di ogni genere.
Già il compianto Michele Gurliaccio si fece interprete di ciò senza avere dietro di sé grande cultura.
Vico può fare tanto deve solo orientarsi nel senso giusto, e coloro che operano al suo interno devono imprimere alla loro opera un senso del collettivo, dell’utile a tutti!
Perché le opere si eternano nel bene che apportano ad una comunità gli uomini inesorabilmente passano.……
Oltre all’albergo diffuso, di cui pure avevamo saputo cogliere lo spirito, ci sono altri esempi e luoghi che potrebbero essere meritevoli di emulazione, vedi l’esempio di Colletta di Castel Bianco, oppure si pensi al nostro vicino Santo Stefano di Sessanio, ma né posso né voglio tediarvi citando le innumerevoli realtà che brillano di luce propria. Guardare a ciò che hanno realizzato loro ci mette di fronte allo specchio, ci fà rendere conto che abbiamo bisogno, uno strenuo bisogno, di fiducia in noi stessi, nelle nostre potenzialità.
Il mio augurio più sentito infatti, è che il nostro Fuoriporta, non sia più portavoce, megafono di referti negativi ma possa veicolare una rinascita.
Una rinascita dura da perseguire, che presuppone sacrificio, ma l’obiettivo non è poca cosa, é un obiettivo straordinario. Raggiungerlo significa rivolgere il volto al sole!
Fatto questo, l’impegno, lo sforzo, sarà proteso a non isolarsi, a non fare del nostro amato paese una sorta di isola!
Sarà fondamentale dotarsi di una sanità efficiente, pronta, perfettamente sincronizzata con i servizi ed i raccordi di accesso a questi, delle realtà cittadine più grandi. Pari dignità, evidentemente, va riservata al comparto giustizia.
É la bellezza nel senso pieno del termine, che deve polarizzare la nostra attenzione!
Dobbiamo pensare e progettare come sé queste cose le avessimo già davanti, senza permettere alla negatività conservatrice di impossessarsi di noi.
Solo così potremo dire: il domani è già qui lo sto, lo stiamo vivendo! Me lo auguro ferventemente, perché ahimè, se così non fosse, con tutti i tesori di cui siamo ignari custodi, se tristemente dovessimo rivelarci anche indegni di cotanta bellezza dal mare al lago alla immensa Foresta, patrimonio dell’UNESCO, per non parlare della gastronomia che ci gratifica a tavola insieme ai milioni di persone nostri graditi ospiti ogni anno.
Beh, allora cari concittadini,sarebbe la nostra fine, la nostra morte! ma pensateci, per una beffa del destino non moriremmo piangendo, moriremmo asfissiati da una crassa risata: mandare in malora un tesoro tanto grande e prezioso elargito peraltro gratuitamente da Madre Natura!…
Faremmo ridere a crepapelle anche i polli!
Piero Cotugno






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