Lettera al direttore: barriere architettoniche o mentali?
Gentile direttore,
come già espresso nel titolo prima ancora di parlare della rimozione delle cosiddette barriere architettoniche, si dovrebbe riconoscere e rimuovere altre barriere!
Mi riferisco alla recente serie di “botta e risposta” che ha interessato il caso del nostro caro concittadino, Pinuccio Gentile.
Senza dilungarmi nella rievocazione dei fatti, vado subito al sodo, esprimendo prima di tutto e ancora una volta, la mia piena ed incondizionata solidarietà a Pinuccio e, per contrasto, quella che è diventata la mia indignazione, nel costatare la stagnante situazione determinata dalle istituzioni, nella fattispecie della Casa Comunale, nella gestione di una situazione che avrebbe necessitato di non più di un quarto d’ora di tempo.
Infatti, non dell’assessore all’urbanistica, Signor Giuseppe D’Avolio, non dell’assessore all’edilizia Signora Raffaella Savastano, non del Sindaco, Signor Raffaele Sciscio, i quali si sono tutti defilati, rifugiandosi o nel silenzio oppure facendone una mera questione di “competenze” si sarebbe giovata l’intera incresciosa situazione, ma dell’amministrazione tutta che, denudatosi delle proprie “onorevoli competenze” si fosse ricordata del privilegio assoluto, riconoscendosi conglomerato cittadino e, inquanto tale “prestando soccorso “ a chi ne ha mostrato e ne mostra palese bisogno.
Infatti, ognuno di noi se per strada incontra una persona in difficoltà, si ferma e presta direttamente o indirettamente SOCCORSO.
Invece no! Sì è assistito all’immobilismo più assoluto, lasciando che una necessità inevasa divenisse lenta agonia di un diritto negato!
Miei cari concittadini, svestite i panni dell’effimera quanto momentanea carica che siete stati chiamati a ricoprire e vestite i panni eterni di uomini, come appartenenti al genere umano. É l’unico modo per uscire onorevolmente da una situazione che, diversamente, vi vede tutti inevitabilmente screditati!
Pietro Cotugno






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