La Madonna del Buon Consiglio: da Scutari a Genazzano a Vico del Gargano
- Francesco Pupillo
- 23 ore fa
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Tra i vicoli silenziosi e le antiche strade di Vico del Gargano si nascondono numerose edicole votive, segni discreti ma profondi della devozione popolare che da secoli accompagna la vita del borgo. In via Terra, nell’omonimo rione, quasi nascosta agli occhi dei passanti, una di queste custodisce l’immagine della Madonna del Buon Consiglio, testimonianza di un culto e di una traccia aggiuntiva che lega Gargano e Penisola balcanica.

Ma quando nasce il culto per la Madonna del Buon Consiglio?
Per comprendere meglio bisogna attraversare l’Adriatico e giungere a Scutari (Shkodër), in Albania. Già dal XIII secolo, in questa città, si venera l’immagine di Santa Maria di Scutari, custodita in un santuario meta di pellegrinaggi e luogo di conforto spirituale per il popolo albanese.

Dal XIV secolo, però, l’Albania visse un periodo turbolento, prima contesa dai popoli vicini e poi invasa dal potente Impero Ottomano. Fu in questo contesto che emerse la figura eroica di Giorgio Castriota, detto Skanderbeg, guida per la resistenza e la libertà del suo popolo. Le cronache dell’epoca esaltano le sue gesta dipingendolo come un instancabile guerriero e fervente cristiano che, a costo di enormi sacrifici e immensi sforzi bellici, riuscì a mantenere l’unità e la fede della gente albanese. Alla sua morte la situazione divenne drammatica. È in questo contesto che avviene il miracolo: la Vergine apparve in sogno a due soldati di Skanderbeg, Georgis e De Sclavis, ordinando loro di seguirLa in un lungo viaggio. Ispirati da questa nuova fiducia e consolazione si inginocchiarono in fervorosa preghiera davanti la Sacra Immagine, che si staccò dal muro e, condotta da angeli e avvolta in una luminosa nuvola, iniziò a sorvolare i cieli di Scutari. I due fedeli la seguirono attoniti fino ai margini del Mare Adriatico, dove si resero conto di aver percorso una trentina di chilometri senza stancarsi. A questo punto l’immagine avanzò sul mare, ma Georgis e De Sclavis non vollero lasciarla per alcun motivo: si resero conto che le acque si trasformavano in solidi diamanti sotto i loro piedi, tornando allo stato liquido dopo il loro passaggio. Arrivati sulla sponda italica dell’Adriatico i due persero la loro Stella del Mare e iniziarono una ricerca instancabile.

Nello stesso periodo, nella piccola città di Genazzano (RM), viveva una misericordiosa e umile vedova chiamata Petruccia di Nocera, terziaria agostiniana e devotissima alla Madonna del Buon Consiglio venerata in una vecchia chiesa di Genazzano. Dopo aver ricevuto una rivelazione dallo Spirito Santo («Maria Santissima desidera uscire dall’Albania») e poi direttamente dalla Vergine, Petruccia investì le sue poche risorse nella costruzione della chiesa che avrebbe dovuto accogliere la Sacra Immagine; risorse che finirono quando le pareti raggiunsero il metro d’altezza, facendo diventare la povera vedova oggetto di scherno e di sarcasmi da parte degli scettici abitanti della città. Questo fino al 25 aprile 1467, festa di San Marco, Patrono di Genazzano. Petruccia si diresse verso la chiesa passando per il movimentato mercato e, in mezzo a tutto quel tumulto, il popolo ascoltò una melodia di rara bellezza proveniente dal cielo. Si fece silenzio e tutti notarono che quella musica proveniva da una nuvola bianca, così luminosa che offuscava i raggi dello stesso sole. Essa scese gradualmente e si diresse verso una parete incompiuta della chiesa: era la Vergine del Buon Consiglio. Che gioia per Petruccia e quanto conforto per Georgis e De Sclavis quando poterono arrivarvi e ritrovare la propria Stella.
Ebbe inizio, quindi, a Genazzano, un lungo e ininterrotto susseguirsi di miracoli e di grazie che la Madonna concedette in quel luogo. Il Papa Paolo II, appena seppe di ciò che era accaduto, vi inviò due prelati di fiducia per verificare cosa fosse avvenuto. Essi constatarono la veridicità di ciò che si diceva e testimoniarono, quotidianamente, innumerevoli guarigioni, conversioni e prodigi realizzati dalla Madre del Buon Consiglio. Così il Santuario di Genazzano divenne il più grande a Lei dedicato.
Nel corso dei secoli numerosi Pontefici mostrarono particolare devozione verso la Madonna del Buon Consiglio. Tra essi spiccano Papa Leone XIII, che aggiunse alle Litanie Lauretane l’invocazione Mater Boni Consilii nel 1903 ed elevò il Santuario a Basilica romana minore, e Papa Leone XIV, che nel maggio 2025 ha scelto il Santuario della Madonna del Buon Consiglio di Genazzano come meta per la sua prima uscita nelle vesti di Pontefice a pochi giorni dalla sua elezione.
«Ci spinge il pensiero che fra i tanti luoghi dove hai voluto dare un segno tangibile della tua operosa presenza in mezzo al popolo di Dio, hai scelto anche Vico del Gargano per essere invocata quale Madre del Buon Consiglio…»: così recita una parte della Novena dedicata alla Vergine del Buon Consiglio celebrata nella chiesa di San Nicola a Vico del Gargano, ma come il culto sia giunto fin qui non è documentato con certezza, ma è molto probabile che sia arrivato ed alimentato a partire dal Seicento, quando colonie di Albanesi giunsero sulle nostre coste. Il Marchese di Vico concesse loro la possibilità di risiedere all’esterno della cinta muraria e con il passare del tempo nacque un vero e proprio quartiere: il Casale. Il culto della Madonna del Buon Consiglio è tenuto vivo ancora oggi dall’Arciconfraternita del Santissimo Sacramento, che l’ha eletta propria guida e protettrice e ogni anno la celebra con il novenario e la Solenne Processione (26 aprile) per le vie del paese, continuando così a portare avanti di anno in anno questo culto venuto dai Balcani.
Francesco Pupillo


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