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Mancanza medico di base in diversi comuni pugliesi

Mancanza medico di base in diversi comuni pugliesi, ecco il testo integrale dell'interrogazione parlamentare della senatrice Gisella Naturale (M5S)


Premesso che:

secondo quanto diffuso in data 22 agosto 2023 dal sito web de “La Gazzetta del Mezzogiorno”, nel Comune di Carlantino (Foggia) a causa della protratta mancanza, per oltre un mese, del medico di base, la cittadinanza promuoveva una petizione popolare, al fine di accelerare il processo di risoluzione della grave problematica, particolarmente inficiante per il diritto alla salute dei singoli e delle comunità locali;

al riguardo, vale la pena evidenziare che la provincia di Foggia e, più in generale, l’intero territorio pugliese, soffre di una cronica carenza di medici di base, oltre che di una insufficiente erogazione di servizi sanitari basilari;

in numerosi comuni pugliesi, infatti, non è garantita la presenza della guardia medica nei fine settimana. A ciò si aggiunge il progressivo depotenziamento di numerose branche specialistiche, nonché di poli dedicati per espletare le pratiche sanitarie di tipo amministrativo;

il detto stato di estremo disagio risulta acuito dalla allocazione geografica di talune aree, quali ad esempio quelle interne dei Monti Dauni, distanti dai centri ospedalieri e penalizzate sotto il profilo infrastrutturale;

considerato che gran parte degli assistiti è rappresentata da persone anziane che, spesso, hanno forti difficoltà a spostarsi in luoghi limitrofi per poter beneficiare delle necessarie cure;

considerato, inoltre, che:

secondo un monitoraggio diffuso dalla fondazione “Gimbe” nel mese di maggio del 2023, in Puglia, tra il 2019 e il 2021, il numero di medici di medicina generale si è ridotto del 3,7 per cento ed entro il 2025 la regione è destinata a perdere ulteriori 383 unità. Al primo gennaio 2022, nell’intero territorio regionale il numero medio di assistiti era pari a 1.179, tuttavia nel 21,3 per cento dei casi veniva superato il tetto massimo di pazienti per medico;

sul piano nazionale, poi, in base alle stime dell’Ente Nazionale di Previdenza ed Assistenza Medici (ENPAM), al 31 dicembre 2021 più del 50 per cento dei medici di medicina generale risultava avere più di 60 anni di età. Considerando un'età di pensionamento di circa 70 anni, ne consegue, entro il 2031, il collocamento a riposo di circa ventimila unità,

si chiede di sapere:

con precipuo riferimento alla descritta emergenza, se il Ministro in indirizzo reputi improrogabile assicurare, attraverso piani di coordinamento in sinergia con le regioni, l’allocazione di sufficienti risorse mediche, nonché le necessarie prestazioni di tipo terapeutico, diagnostico e preventivo unitamente ad un’adeguata gestione ambulatoriale e domiciliare delle esigenze patologiche dei pazienti;

dal punto di vista programmatico ed organizzativo, se ritenga fondamentale operare una proporzionata delineazione del fabbisogno sanitario volta a garantire un adeguato equilibrio, in termini di ricambio generazionale, tra i pensionamenti attesi e le nuove risorse da impiegare a livello territoriale, quali imprescindibili presidi locali della salute dei cittadini.




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