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Riceviamo e pubblichiamo

LE ISTITUZIONI EDUCATIVE SONO IMMUNI DAL COVID

Che il personale educativo di Educandati di Stato, Convitti Nazionali e annessi fosse la categoria professionale più bistrattata del mondo scolastico lo avevamo già appurato da diversi anni, ma considerare le Istituzioni Educative, che ogni anno accolgono nelle proprie scuole migliaia di alunni convittori e semi convittori, fuori dal sistema istruzione è davvero assurdo. L’ultima beffa deriva dalla conversione del D.L. n. 73/21 dove il MIUR ha previsto che “La quota parte delle risorse di cui all’articolo 235 del predetto decreto-legge n. 34 del 2020, …è destinata all’attivazione di ulteriori incarichi temporanei di personale docente con contratto a tempo determinato, dalla data di presa di servizio fino al 30 dicembre 2021, finalizzati al recupero degli apprendimenti, da impiegare in base alle esigenze delle istituzioni scolastiche nell’ambito della loro autonomia… b) ad attivare ulteriori incarichi temporanei di personale amministrativo, tecnico e ausiliario con contratto a tempo determinato, dalla data di presa di servizio fino al 30 dicembre 2021, per finalità connesse all’emergenza epidemiologica. 4 -quater ….”.

Quindi la disposizione normativa non prevede per gli Istituti di Educazione il diritto di avere un organico aggiuntivo COVID, per far fronte alla necessità di gestire in sicurezza gli alunni convittori e semiconvittori che frequentano le scuole annesse o interne delle proprie istituzioni educative. Forse al Ministero sfugge che nelle istituzioni educative il rapporto istitutore - convittore è disciplinato ancora dall’art. 20, DPR 81/09 che stabilisce: a) in presenza di convittori e/o convittrici: 1) con almeno quaranta convittori: cinque posti; 2) con almeno quaranta convittrici: cinque posti; 3) per ogni ulteriore gruppo di dieci convittori e/o convittrici: un posto; 4) per ogni gruppo ulteriore di venti semiconvittori e/o semiconvittrici: un posto; 5) con almeno trenta convittori o convittrici ed almeno quaranta semiconvittori e/o semiconvittrici: sei posti; 6) per ogni gruppo di ottanta convittori e/o convittrici è aggiunto un posto oltre quelli di cui al punto 3; b) in assenza di convittori e/o convittrici: 1) con almeno settanta semiconvittori e/o semiconvittrici: quattro posti; 2) per ogni gruppo ulteriore di venti semiconvittori e/o semiconvittrici : un posto.

Tuttavia, è bene precisare che in molteplici realtà convittuali, il rapporto istitutori/convittori è spesso di 1 a 40 se non di 50 convittori, spesso distribuiti su piani differenti della stessa Istituzione educativa, con conseguente difficoltà, se non impossibilità, di assicurare la dovuta vigilanza degli allievi. Non vorremmo pensare che per il MIUR il personale delle Istituzioni Educative sia immune dal COVID, seppur condividendo con gli alunni convittori l’intero arco della giornata e sella settimana, oppure non tenga conto della tutela della salute e sicurezza del predetto personale. Non è pensabile che il Ministero sconosca o faccia finta di non conoscere l’esistenza dei Convitti, che sono parte integrante del sistema scolastico nazionale e che è composto da docenti curriculari ed educativi oltre che da alunni. Eppure vi sono Istituzioni educative sul territorio nazionale che sono il fiore all’occhiello per l’istruzione d’eccellenza, anche anacronisticamente moderne, capaci di ricreare un microcosmo di saperi, conoscenze e competenze, altrimenti impensabili in altri contesti. Ci troviamo ancora una volta ad essere considerati personale scolastico di serie B, sebbene con gli stessi diritti e doveri di qualunque altro dipendente del Miur. Ciò che avvilisce è soprattutto l’assenza di tutela della salute e sicurezza dell’intera categoria, visto che gli istitutori seguono gli educandi in TUTTI i momenti della vita convittuale, facendosi carico anche della rilevazione della loro temperatura corporea… Vogliamo gridare al Governo, a gran voce, che il Personale Educativo esiste e merita rispetto e risorse come quelle stanziate per i docenti ed ATA per l’incremento dell’organico COVID. Ciò lo dobbiamo soprattutto ai nostri alunni, affinché possano tornare a vivere serenamente le nostre comunità scolastiche in presenza e nella loro piena e totale normalità.

Infante M. e Bencivenga M.



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