Santa Maria Pura e il suo Monastero fra leggenda e storia da scrivere


Ai piedi dell’abitato sorge la chiesa di Santa Maria Pura, molto cara alla memoria degli abitanti di Vico del Gargano. Il Santuario Mariano dove per antica tradizione in questo mese i fedeli si recano in pellegrinaggio alla Beata Vergine Maria. Gli Atti della Santa Visita del cardinale Orsini Arcivescovo di Manfredonia, 1675 riportano venerò la pia e famosa per i miracoli immagine della Beatissima Vergine collocata su quest’altare a mo’ d’icona.

Della chiesa e dell’annesso ospedale noto come Fatebenefratelli, affidato ai religiosi di San Giovanni di Dio, a partire dalla visita dell’Orsini, abbiamo diverse fonti alle quali attingere notizie, fino alla soppressione degli enti ecclesiastici e alla vendita dell’intero complesso nel 1888 da parte dell’Ufficio del Registro come bene demaniale.

Dalla sua origine e fino agli inizi del secolo XVII, molto è affidato alla leggenda e alle testimonianze monumentali, artistiche e alle fonti documentarie ancora tutte da scoprire.

Michele Tortorella nel suo ultimo lavoro VicoNemi propone all’attenzione del lettore la complessa storia iniziando dalla leggenda dell’apparizione della Signora al pastorello muto (9 maggio 1238) e all’edificazione della prima cappella, tratta dagli appunti manoscritti di Don Antonio Miglionico. Nelle pagine dedicate al complesso architettonico, riporta l’ipotesi di una possibile attribuzione alla famiglia dei Caracciolo prima e degli Spinelli che si sono succeduti nel marchesato di Vico. Incerto anche l’arrivo dei religiosi di San Giovanni di Dio ai quali fu data l’approvazione dell’Ordine nel 1586 dal pontefice Sisto V con la Bolla Etsi pro debito, comunque la diffusione dei Fatebenefratelli in Puglia si data posteriormente al 1590. Una successiva incertezza nasce intorno al nome Esculapio di Pirro, che compare in uno degli ovali posti nel pregevole altare in pietra lavorata, posto nel presbiterio.

Le diverse descrizioni poste a corredo d’immagini in rete, riportano date e notizie che rendono ancora più intricata la storia di questo complesso storico artistico e le vicende umane e di fede di chi l’ha vissuto nei secoli.

Poco sappiamo ancora della preesistente cappella ricavata nella roccia, decorata con affreschi di un esempio di Deesis, raffigurante il Cristo Pantocrator, una teoria degli Apostoli e una raffigurazione della Beata Vergine con il Bambino. Nulla sappiamo sul ciclo di affreschi diviso su due registri che decorano la cupola.

Le fonti archivistiche della chiesa Madre ci restituiscono la presenza di un Escolabius/Escolapius/Scolabius de Pirro [Patrini fuerunt Escolabius filius Marcii de Pirro et Dianora filia Balsii de Basilio coniux praedicti Esculabii huius terrae Vici] nella prima metà del XVII secolo come appartenente alle primarie famiglie di Vico. Il suo nome e quello dei suoi parenti più stretti compare di frequente fra i padrini di battesimo. Anche presso l’Archivio di Stato di Foggia Sez. Notarile di Lucera sono depositati atti dei notai, che possono restituire importanti informazioni su questo monumento e il suo cenobio.

Lo spazio temporale fra il termine della leggenda che parla dell’apparizione del 9 maggio 1238 e l’arrivo dei religiosi di San Giovanni di Dio è veramente grande, ma non è privo di storia da scrivere come tutta la città.

Ponendo come base la ricchezza d’indizi che possediamo è opportuno intraprendere una ricerca a tutto campo, per giungere a una rispettosa rivalutazione del Santuario di Santa Maria Pura, fra l’altro segnalato come luogo da valorizzare al FAI.

Nicola Parisi



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