Un po' di Vico... la chiesa del Carmine

Dopo la soppressione del Convento dei Carmelitani, già nella prima metà del Seicento, il convento fu sede dell'ospizio dei padri Roccettini (ne fa riferimento Padre Bernardo da Arezzo in un manoscritto del 1695), incamerato dai Borboni di Napoli nel 1782. Nella Relazione d'apprezzo del feudo di Vico si legge: "Sta la detta Grancia situata sopra la cima di una dolce collinetta e consiste in una piccola chiesuola". Questa è costituita da un ambiente mononavato, coperto da volta a botte, e da un altro vano attiguo asimmetrico dove sono esposte le statue dei Misteri, portate in processione il Venerdì Santo. Originale la soluzione strutturale e compositiva della facciata che ingloba la torre companaria e che conserva sul portale il bassorilievo, in pietra, con i tre monti sormontati dalla croce, simbolo della Casa madre tremitense. Numerosi gli interventi di restauro susseguitisi nei secoli, al punto da non permettere una identificazione sicura del nucleo originario del convento: la sacrestia è forse ricavata da un segmento del chiostro. La chiesa è oggi edificio soggetto alle norme di tutela della legge 1089 del 1039 (declaratoria del 22.11.1978).




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